Gio. Ott 21st, 2021

È un corteo di circa tremila persone quelli che sta invadendo Riace al grido di “Mimmo libero”. Dietro allo striscione “Riace non si arresta” (che apre la manifestazione) stanno sfilando manifestanti arrivati da tutto il Sud Italia per solidarizzare con il sindaco (sospeso) del borgo dell’alta Locride, ai domiciliari da martedì per abuso d’ufficio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In corteo sfilano i rifugiati di Riace e dei paesi del circondario, comitati, associazioni, sindacati come l’Usb, i Cobas, la Ggil, partiti come Potere al popolo e Eifondazione comunista, comitati e associazioni studentesche, organizzazioni non governative locali e nazionali, gli ambientalisti, le femministe, le associazioni antimafia, ma soprattutto tanti cittadini non organizzati. Molti gli striscioni: “Arrestato per arrestare un modello di integrazione eccellente”, “Il mondo lo adora, l’Italia lo arresta”.
Confusi fra i manifestanti ci sono l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, il dirigente dell’Usb Aboubakar Soumahoro, che marcia dietro allo striscione “Riace non si arresta”, la storica penna della sinistra Lucina Castellina, l’assessore al bilancio di Napoli Enrico Panini che ha detto di essere «contro la politica xenofoba di Salvini. Giù le mani da Mimmo Lucano». Si canta “Bella ciao”, “Contessa”, si urla “Mimmo orgoglio, calabrese, curdo, siriano, palestinese”. Il corteo si è fermato sotto casa del sindaco per tributargli un applauso mentre la strada di accesso al paese è ormai bloccata dalle auto in sosta e gli ultimi arrivati vengono fatti fermare a circa tre chilometri dal centro abitato.

 

LE LACRIME DI MIMMO Lucano ha salutato con commozione dalla finestra della sua abitazione i manifestanti che stanno sfilando in sua difesa. Affiancato dai familiari più stretti,  non ha trattenuto le lacrime e a un certo punto ha anche alzato il pugno sinistro. Sotto la sua abitazione i manifestanti hanno intonato cori per la sua liberazione e canti tra cui “Bella Ciao”. Poco prima dell’arrivo del corteo, sotto casa di Lucano anche il padre del primo cittadino che ha parlato con i cronisti ai quali ha detto «grazie» e ai giudici di Locri: «Liberate mio figlio».

BOLDRINI: SALVINI NON HA NULLA DI CUI GIOIRE «Sono qua per vicinanza a una persona che ha fatto tanto per i migranti, nel pieno rispetto della magistratura»: così Laura Boldrini, a Riace per manifestare solidarietà al sindaco, Domenico Lucano, agli arresti domiciliari per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e altri reati. «Salvini non ha nulla di cui gioire – è tornata a ripetere l’esponente di Liberi e Uguali – dovrebbe gioire quando arrestano dei capimafia e non una persona accusata di reati da verificare. Tra l’altro lui è indagato per sequestro di persona…».

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