3 Dicembre 2020

          Tutto iniziò con una manifestazione di un manipolo di “sognatori” – certo: sognavamo che le leggi dello Stato dovessero essere osservate da tutti, ed in particolare da chi ricopre ruoli istituzionali, sull’intero territorio nazionale – che qualcuno si affrettò a definire “un flop” data l’esigua presenza dei nostri militanti, una quindicina. Ma come ben noto spesso non è la quantità ma la qualità degli Uomini a fare la differenza. Quindici militanti Missini giunti a Riace nonostante le minacce, anche forti, degli stessi radical-chic e catto-comunisti che, con un impegno degno di miglior sorte, hanno sostenuto il loro beniamino per oltre un anno fino a ritrovarsi a doverlo andare a trovare a casa per “portargli le arance”. Quante dichiarazioni di sviscerato amore (ricordate Rosario Fiorello), di beatitudine celeste (Padre Zanotelli ed i discepoli di Don Ciotti), di solidarietà pelosa a spese delle tasche dei contribuenti italiani (clamorosi Saviano ed i “nostri” Oliverio e Enzo Bruno), partecipate catene di sant’Antonio organizzate da qualche quotidiano ed il sostegno “a prescindere” dei più fieri antifascisti del pianeta.

          Intanto le due relazioni ispettive che descrivevano con dovizia di particolari il “modello” di sfruttamento dell’affare legato agli immigrati messo su da Mimmo ed i suoi sodali e la nostra modesta ma importante presenza di quel primo luglio. Una presenza che servì a squarciare il velo omertoso che era calato su quelle ispezioni, sulle condizioni in cui vengono tenuti gli immigrati nel paese – proprio oggi il servizio del TG3Regione ha mostrato un immigrato, ma ce ne erano altri a fianco, sdraiato sulla panchina del Belvedere di Riace che ha dichiarato di essere lì da nove anni, ed a fare che? A scaldare la panchina oggi che sono giunti i primi freddi? Ed anche questo è uno dei lavori che gli Italiani non vogliono più fare? – e diede la stura a qualche Magistrato per indagare al fine di vederci chiaro su tutta la situazione. E Ministro degli Interni non era certo Salvini ma un certo Minniti, nostro conterraneo, certo non sospetto di simpatie xenofobe, men che meno avversario politico o nemico di Mimmu U’ Curdu.

          Intanto “il nostro”, consapevole di non essere proprio in una situazione di trasparenza e legalità, si agitava sempre più minacciando sfracelli, dimissioni, scioperi della fame e tirando in ballo quanti più “amici” possibili, fino a chiedere financo l’intervento del Papa ( e che cavolo non c’era anche lui tra i cinquanta personaggi più influenti al mondo, secondo la classifica di Fortune).

          Ed oggi, finalmente diciamo noi, cadono definitivamente i veli rispetto ad un modello, si apprezzato ed utilizzato in tutto il mondo ma non certo dalla parte onesta e sana dei cittadini. Oggi le intercettazioni di Lucano dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, il suo assoluto spregio delle leggi dello Stato e delle sue Istituzioni, cui lui si sente al di fuori ed al di sopra, sempre in virtù della classifica di Fortune, del film su di lui, dell’amicizia col Papa e la vicinanza di alcune elite ecclesiastiche nonchè della nomination al Nobel (anche questo qualcuno ha avuto l’ardire di pensare e proporre).

          Allora – nel chiedere “dove eravate” a quanti oggi cercano di accreditarsi il ruolo di difensori della Legalità quando ciavule ed altri pennuti delle più svariate specie ci minacciavano anche fisicamente e quando eravamo tacciati coi soliti per loro epiteti di “razzisti e fascisti” – chiediamo altresì alla Magistratura di andare fino in fondo in una inchiesta che, a parte la messa in atto di espedienti per favorire la immigrazione clandestina, è di una gravità assoluta laddove riguarda l’altro filone di indagini, quello legato alla raccolta dei rifiuti che coinvolge una cooperativa gravemente coinvolta anche nelle irregolarità messe in risalto dagli ispettori prefettizi (L’Aquilone) e, soprattutto, riguarda illeciti profitti per oltre un milione di €uro, altro che conti correnti da pochi euro ed altro che indagini costruite sui saluti romani alla memoria dei Camerati, in barba anche alle sentenze della Suprema Corte e solo per piaggeria di qualche operatore dei mass-media.

          Su tutto questo e quant’altro riveniente la Segreteria Regionale del MSI-Fiamma Tricolore è pronto a confrontarsi con chiunque ed in qualsiasi sede, ponendo comunque massima fiducia nelle Istituzioni e negli organi inquirenti.

      

          Certi di cortese divulgazione, porgiamo i nostri distinti saluti.

 

La Segreteria  Regionale del  Movimento Sociale Italiano-Fiamma Tricolore

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