Dom. Giu 26th, 2022

Militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Investigazione
Criminalità Organizzata di Roma, coordinati dalla locale Procura della Repubblica –
Direzione Distrettuale Antimafia diretta dal Procuratore della Repubblica Giovanni
Bombardieri hanno eseguito due provvedimenti emessi dalla Sezione Misure di
Prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta del Procuratore Aggiunto
Calogero Gaetano Paci e del Sostituto Procuratore Francesco Ponzetta, che dispongono
l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro su beni immobili e
rapporti finanziari per un valore complessivo stimato di circa 1.600.000 euro.
Oggetto del sequestro è il patrimonio intestato/riconducibile a CHILÀ Domenico, cl. ’41,
al defunto ALAMPI Giovanni, cl. ’46 e ai rispettivi nuclei familiari costituito da unità
immobiliari, terreni e rapporti finanziari/assicurativi.
Le figure criminali dei suddetti erano emerse nel corso delle indagini esperite nell’ambito
del procedimento penale n. 1389/08 R.G.N.R. D.D.A. – operazione “Crimine” – in relazione
alle cui risultanze, nel corso del 2010, entrambi i proposti erano stati destinatari di
ordinanza di custodia cautelare in carcere poiché ritenuti responsabili, unitamente ad altre
119 persone, dell’ipotesi di reato di cui all’art. 416 bis c.p. (associazione per delinquere di
tipo mafioso), in quanto intranei alla “locale” di ‘ndrangheta operante nelle frazioni del
capoluogo reggino di “Trunca” e “Allai”.
In tale contesto, per i reati ascritti, i predetti sono stati successivamente condannati – con
sentenza emessa nel 2012 dal G.U.P. del Tribunale di Reggio Calabria:
– CHILA’ Domenico, alla pena di anni 4 e mesi 8 di reclusione – confermata dalla Corte
di Cassazione – poiché ritenuto appartenente alla “locale di Trunca” con la dote di
“sgarro”, la più alta carica della Società Minore;
– ALAMPI Giovanni, alla pena – rideterminata dalla Suprema Corte – di anni 6 di
reclusione, in quanto ritenuto esponente di vertice della citata “locale di Trunca”.

In esito a tali attività, veniva delegata dalla menzionata D.D.A. – sempre più interessata
agli aspetti economico-imprenditoriali legati alla criminalità organizzata – apposita indagine
a carattere patrimoniale volta all’individuazione – ai fini dell’applicazione di una misura di
prevenzione – del patrimonio riconducibile ai summenzionati proposti.
Le conseguenti investigazioni, condotte dal G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico
Finanziaria di Reggio Calabria e dal citato Servizio Centrale I.C.O. della Guardia di
Finanza, attraverso la ricostruzione e l’analisi delle transazioni economiche e finanziarie
operate – negli ultimi trent’anni – dai proposti e dai rispettivi nuclei familiari, hanno
consentito – attraverso una complessa e articolata attività di accertamento e riscontro
documentale – l’individuazione dei patrimoni dei quali gli stessi risultavano disporre,
direttamente o indirettamente, il cui valore era decisamente sproporzionato rispetto alla
capacità reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi, nonché le fonti illecite dalle
quali i proposti avevano tratto le risorse per la loro acquisizione.
In tale ambito, i citati Reparti individuavano con riferimento al percorso esistenziale dei
proposti, le condotte delittuose poste in essere, le frequentazioni, i legami parentali, i
precedenti giudiziari e gli altri elementi ritenuti fondamentali per la formulazione, ai sensi
della normativa antimafia, da parte della competente A.G., del prescritto giudizio
prognostico sulla pericolosità sociale “qualificata” dall’appartenenza ad un’associazione
mafiosa, in capo a entrambi i proposti.
Alla luce di quanto sopra, il Tribunale di Reggio Calabria – Sezione Misure di Prevenzione,
su richiesta della citata DDA, con i provvedimenti in esecuzione, ha disposto il sequestro del
patrimonio riconducibile a CHILÀ Domenico, al relativo nucleo familiare, nonché agli eredi di
ALAMPI Giovanni.
Complessivamente con i provvedimenti in questione è stato disposto il sequestro di 09
unità immobiliari, 2 terreni, quote di fabbricati, nonché disponibilità finanziarie, per un
valore complessivo stimato in circa € 1.600.000

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