POLISTENA, IL SULPI PROCLAMA LO SCIOPERO DEGLI OPERATORI DI PULIZIA DELL’OSPEDALE

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Il Santa Maria degli Ungheresi, l’ospedale di Polistena, come tanti ospedali della Calabria, in particolare nella provincia di Reggio, ricordiamo Locri, vive in un’emergenza costante. Dopo i continui allarmai lanciati in questi giorni, si ricorda l’appello ad agire al più presto del sindaco della città Michele Tripodi, arriva ora un’altra tegola sull’ospedale spoke della Piana, lo stato di agitazione del personale che si occupa della pulizia del nosocomio con la proclamazione di una giornata di sciopero da tenersi nella seconda decade del mese di ottobre. Ad annunciarlo una lettera del segretario regionale del Sulpi Giuseppe Gentile indirizzata al Prefetto di Reggio Calabria e all’Ispettorato del Lavoro.

L’accusa che arriva dal sindacato, dopo aver convocato l’assemblea degli iscritti, è il grave ritardo registrato nei pagamenti degli stipendi. “Ad oggi – sostiene Gentile – non è stato pagato lo stipendio di Agosto. Inoltre – aggiunge il sindacalista – sono state tagliate le ore lavorative di circa il 50% portando l’ospedale di Polistena in condizioni igienico sanitarie precarie, sia perché la nuova gara fatta dall’Asp di Reggio ha tagliato oltre 2.000 ore di lavoro; sia perché – spiega il segretario regionale del Sulpi – vi è stata un’errata quantificazione delle superficie da pulire per circa 1.500 metri quadrati”.

Le  numerose proteste portate avanti dai lavoratori e i tentativi di conciliazione tenuti in prefettura e presso la direzione generale dell’Asp, nelle scorse settimane, non hanno portato risultati concreti. Ed ecco arrivare quindi lo sciopero dei lavoratori che si occupano della pulizia e l’igiene della struttura che va sommarsi alle tante emergenze denunciate in questi giorni dal sindaco e dai medici: dalla mancanza di personale medico e infermieristico nei vari reparti dell’ospedale, con rischio blocco dei nuovi ricoveri; al rinnovo della strumentazione nel reparto di radiologia; ad un pronto soccorso sull’orlo della crisi. Un ospedale pronto ad esplodere come una bomba ad orologeria se qualcuno, di chi ha la competenza, non interverrà in tempo per disinnescare il tutto.

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