PROVE TECNICHE DI UNITÀ (E CIVISMO) PER IL CENTRODESTRA

253

Gli stati generali di Forza Italia e della coalizione accolgono Mulè per l’inaugurazione della nuova sede provinciale del partito. Il portavoce per Camera e Senato: «Calabria umiliata dal governo». Tallini: «Fi può, e deve, puntare sul Sud». Santelli: «Il nostro gioco di squadra sempre vincente»

«Catanzaro sta alle radici di Forza Italia, dal 1994. Non è un territorio che Forza Italia deve conquistare ma deve presidiare con quello che fa in termini di buona amministrazione, nella città capoluogo, nella provincia, nei Comuni della Calabria che amministra, con un esempio civico in cui vale quello che si fa e non quello che si annuncia». Giorgio Mulè arriva nel capoluogo per inaugurare la nuova sede provinciale di Fi. E non risparmia critiche al governo gialloverde. Il nodo sono le politiche per il Sud, «penalizzanti e umilianti per la Calabria e Catanzaro. Dal contratto di governo è scomparso il Mezzogiorno, che è invece la forza da cui ripartire». Il portavoce unico degli azzurri per Camera e Senato spiega che «la forza principale di questo governo, ahimè, sono i 5 Stelle: il rapporto di 2 a 1 lo vediamo nelle politiche, che sono assistenzialistiche. A me fa rabbia vedere il reddito di cittadinanza qui da Catanzaro, perché qui sarebbe un reddito di umiliazione, l’umiliazione tra chi lavora e chi non lavora: è una misura contro la dignità delle persone». Mulè si augura che «quello che c’è oggi al governo sia archiviato al più presto possibile: la Lega sta toccando con mano l’approssimazione e la incapacità dei Cinquestelle che non sono forza di governo ma solo forza di consenso immediato, senza prospettiva e senza visione». Poi pensa alla prossima competizione elettorale regionale, nella quale «Forza Italia non vuole dettare legge ma stabilire un perimetro di programma, sul quale basiamo la nostra azione e che vedrà la Lega confluire nella coalizione com’è normale che sia e come avvenuto in Lombardia, Veneto, Liguria e altre regioni. I numeri testimoniano che è Forza Italia il punto di riferimento dei calabresi nonostante le sirene che ascoltiamo ogni giorno: la logica conclusione è che il candidato presidente sia espresso da Forza Italia».

 
Mulè parla alla platea

Il parlamentare non fa, comprensibilmente, nomi: spiega che «il candidato dev’essere il migliore disponibile sulla base dell’esperienza, del programma, del suo radicamento sul territorio. Ci sono – grazie a Dio – tali e tante personalità dentro Forza Italia, ma anche che bussano a Forza Italia, ci sono 200 amministratori locali a noi vicini: non dico che abbiamo l’imbarazzo della scelta, ma non abbiamo una scelta imbarazzata, a differenza di altri. E abbiamo – continua – la sicurezza di avere personalità in grado di risollevare la Calabria e di far dimenticare questi anni di buio assoluto di una regione che non ha più voce in capitolo. In Parlamento ci sono scene un po’ ridicole legate a quello che questa terra non ha da questo governo, con un’elemosina nei confronti della Calabria. Solo una guida salda della Regione può riappropriarsi del territorio in termini di investimenti e di sviluppo».

«LUCANO? HA IL DIRITTO DI ANDARE IN TV» Mulè accenna anche a uno dei casi politici nazionali del giorno: l’intervista al sindaco sospeso di Riace Domenico Lucano, per la quale Fratelli d’Italia (ma anche il forzista Maurizio Gasparri) hanno protestato fortemente. «Se non dovessero andare in tv tutti coloro che sono sotto processo – dice – o hanno una condanna alle spalle non avremmo molti esponenti della Lega, che in primo grado hanno anche condanne pesanti. La demonizzazione di chi è sotto inchiesta per tappargli la bocca è fuori luogo ed è figlia di un tempo che non voglio più vivere. Tutti hanno il diritto di parola, c’è l’articolo 21 della Costituzione a testimoniarlo, purché la esprimano nei modi corretti e non offensivi. La gente ha gli anticorpi radicati per capire se è un messaggio di propaganda o un messaggio serio. Vale per il sindaco di Riace ma vale per tutti».

INCONTRO CON GLI STATI GENERALI Ci sono gli Stati generali del centrodestra ad accogliere Giorgio Mulè a Catanzaro. Da Roma arrivano Maria Tripodi, Marco Siclari, Giuseppe Mangialavori e Francesco Cannizzaro, da Palazzo Campanella Gianluca Gallo, Giuseppe Pedà, Fausto Orsomarso e Vincenzo Pasqua. E poi i primi cittadini di Catanzaro e Cosenza Sergio Abramo e Mario Occhiuto. E i saluti (dalla Camera) di Wanda Ferro, deputata di Fratelli d’Italia. Per la Lega c’è il coordinatore provinciale Antonio Chiefalo. Mentre in platea fanno capolino Franco Talarico, segretario regionale dell’Udc e Franco Bevilacqua per il Movimento sovranista. Arrivano anche Pino Gentile e Piero Aiello, Mario Tassone e Sinibaldo Esposito. Per l’occasione il centrodestra vuole dare prova di unità.

TRA POLITICA E CIVISMO E Claudio Parente, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, sottolinea il concetto, lanciando quello che sarà uno dei leitmotiv del pomeriggio (e, prevedibilmente, della prossima campagna elettorale regionale): il contatto tra politica e civismo: «Officine Sud (il suo movimento, ndr) – dice – è una bellissima esperienza civica che ha fatto avvicinare al nostro mondo molta gente che si era allontanata dalla politica. È un movimento che sarà presente anche in campagna elettorale in totale sinergia con Forza Italia e con il candidato presidente, che deve essere espresso da Forza Italia, struttura portante della coalizione che deve avere anche un connessione con il civismo».
Domenico Tallini, coordinatore provinciale forzista, parte dall’analisi locale: «Catanzaro ha una maggioranza monocolore con sindaco di Forza Italia e l’apertura di una sede è perfettamente in linea con nuovo corso che vuole darsi Fi, perché le strutture periferiche – e non le segreterie dei singoli o dei partiti dove si curano solo orticelli particolari – sono aperte e danno diritto a chi vuole di esprimersi. Le sedi non si aprono per le campagne elettorali – continua Tallini –, anzi le stiamo aprendo lontano dalle competizioni politiche perché vogliamo andare oltre il recinto della ricerca di consenso». Tallini ha anche un suggerimento per Jole Santelli e Mulè: «Forza Italia può sì crescere se mette in campo una politica ancora più forte per il Mezzogiorno. Potremmo avere tanti iscritti ma bisogna far calare il costo della tessera: gli attuali 30 euro sono troppi, l’ho già detto a Berlusconi». «La Calabria – dice ancora il consigliere regionale – è la regione in cui Fi ha le più alte percentuali in Italia: è la riprova che con la giusta attenzione nazionale e con un protagonismo regionale si può fare molto al Sud».

La coordinatrice regionale Jole Santelli punta sui risultati «importantissimi, raggiunti sempre con il gioco di squadra». Una squadre in cui «ci si confronta e si litiga – questo avviene spesso con Tallini – ma alla fine siamo tutti consapevoli che dobbiamo far crescere il partito. Ogni battaglia l’abbiamo sempre vissuta come battaglia di tutti: quando Occhiuto ha vinto a Cosenza, in segreteria c’erano Tallini e Mangialavori, lo stesso è accaduto con Abramo a Catanzaro; questo è l’approccio e questo è l’approccio per Europee e Regionali, dove dobbiamo vincere e convincere. Non sarà facile – dice ancora – convincere gli elettori, perché arrivano da anni di grande delusione del centrosinistra, in questi ultimi 5 anni c’è stata solo gestione del potere». E sottolinea che alle elezioni «ci sarà Forza Italia, insieme con componenti civiche che io preferisco chiamare popolari perché nascono dal popolo». 

Facebook Comments



Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.