5 Dicembre 2020

Vi sarebbe un collegamento tra Cosa Nostra, ‘ndrangheta e cartelli colombiani. A dimostrarlo potrebbe essere l’arresto in Romania del latitante di Vito Bigione, 66 anni, trapanese, detto il “commercialista”, inserito pochi mesi fa nella lista dei trenta latitanti più pericolosi in Italia proprio per i traffici di droga con il paese Sudamericano.

 

Bigione, che era stato condannato di recente in via definitiva a 15 anni di carcere, sarebbe stato specializzato nel traffico di stupefacenti tramite i suoi pescherecci.

Il 66enne avrebbe svolto per anni un ruolo di mediazione e raccordo tra Cosa Nostra‘ndrangheta e i cartelli colombiani.

La sua prima accusa per traffico di droga risale al 1995. Dopo qualche mese si era poi trasferito in Namibia. Nel 2000 viene accusato invece di aver organizzato – dal 1992 – il trasporto di centinaia di chilogrammi di cocaina da Brasile, Colombia e Namibia all’Italia.

Carichi che sarebbero stati finanziati dalla famiglia mafiosa Agate di Mazara del Vallo e dalla cosca Marando di Platì, nel reggino.

Nel 2003 sfuggì alla Polizia e grazie ad un pool di legali di cui si era circondato evitò l’estradizione diventando il manager di un esclusivo ristorante a Windhoek, capitale della Namibia.

Alla fine, dopo una breve fuga in Sudamerica, venne arrestato nel 2004. Tornato in libertà fu condannato, per poi rendersi irreperibile.

Deve ora scontare 15 anni per mafia e traffico di droga nella condanna a seguito dell’operazione “Igres”.

cn24.tv

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