Mar. Gen 19th, 2021

Non so quando è nata questa storia, in ogni caso prima che nascessi io. Mia madre porta i segni di questa situazione: l’umidità, l’acqua continua dentro casa, il trovare rifugio su i mobili per non essere trascinati via dall’acqua, i materassi bagnati e il fango da spalare il giorno dopo, l’artrite deformante è un chiaro segno di quella vita. Nel 2008 avevo chiesto giustizia per aver perso una casa e non solo…ma avevo chiesto soprattutto la risoluzione di questo problema, in tutta la sfortuna l’allora Commissario dott.ssa Scialla passando da questa strada maledetta e dimenticata da tutti, aveva mandato una lettera, indirizzata a mia madre dicendo testuali parole “si tratta di un problema complesso esistente da lungo tempo che richiede interventi adeguati e mirati…l’amministrazione ha deliberato l’approvazione di un progetto …per la soluzione definitiva del problema” questo per la mia famiglia era già una grande vittoria, il fatto che un organo così importante avesse preso in mano la situazione ci dava di nuovo speranza. Con delibera del 31/03/2017 veniva aggiudicato l’appalto all’impresa  …per la modica cifra 108.377,00 iniziali, visto che poi per vari problemi sono stati spesi molti di più. Alle 2.30 del 05/10/18 purtroppo ho avuto la conferma che i soldi spesi sono serviti ad altro non di certo a risolvere il problema. Ma non finisce qui, la commissione, con delibera firmata dalla dott.ssa Caracciolo ha bloccato il pagamento della mia sentenza in ottemperanza al Tar, dopo la prima sentenza vinta al Tribunale di Locri, adducendo alla motivazione che il Comune, continuando a pagare debiti regressi, rischia di tornare in dissesto. Allora mi chiedo dove sia la giustizia? Perché visti i risultati non si va ad indagare su chi ha firmato e collaudato i lavori (a mio avviso) NON ESEGUITI A REGOLA D’ARTE ma che si è già intascato i soldi! Chi ripagherà, se ci saranno un giorno, i nuovi interventi?

 

Stefania Cappelleri

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