UN HOTEL DI CR7 A TROPEA? MAGARI…

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La notizia della realizzazione di un resort del bomber della Juve (con annesso ristorante di Cracco) sulla Costa degli Dei fa il giro degli organi d’informazione. Ma è uno scherzo, lo staff dello chef non ne sa nulla. E dietro c’è il mago delle fake news

Un hotel della catena “Pestana Cr7” – quella di Cristiano Ronaldo – a Tropea? Lo riportano le agenzie di stampa, ma andiamoci piano. Non ci sarebbe nulla di cui stupirsi: la “perla del Tirreno” è la capitale delle vacanze in Calabria e attira turisti da tutto il mondo. Il guaio è che il confezionamento della notizia rivela alcuni ingredienti classici delle fake news. Un nome, innanzitutto: quello di Alessandro Proto, una specie di mago delle bufale, che con il suo Proto Group avrebbe stretto un patto con la holding legata al bomber della Juventus per realizzare un resort in Calabria. Boom: la “notizia” fa il giro delle testate locali e nazionali. Alimentata anche da un’altra “spezia”: all’interno dell’hotel, in attività per la prossima stagione estiva, ci sarà anche un ristorante gestito dallo chef Carlo Cracco. Peccato che lo staff di Cracco, contattato nel pomeriggio dal Corriere della Calabria, non ne sapesse nulla: «Un’apertura in Calabria? Non ci risulta».

 
Alessandro Proto

Il cinque volte pallone d’oro e l’icona di Masterchef non faranno probabilmente capolino sulla Costa degli Dei, se non da turisti. Ma per mezza Italia, e per qualche ora, quel resort sull’azzurro del Tirreno era cosa fatta. Grazie all’abilità di Proto, un esperto di fake news. Una ricerca su Google aiuta a comprendere il personaggio: finanziere, guru del settore immobiliare, sodale di Donald Trump, addirittura “il vero Christian Grey” che ha ispirato 50 sfumature di grigio. In realtà, di vero ci sarebbe – lo racconta nel dettaglio un pezzo di Vice.com – poco o nulla. «Per anni – riporta il sito – Proto ha manipolato i media italiani mandando in giro comunicati stampa, diffondendo allusioni, costruendosi la fama di essere un pezzo grosso. Ha iniziato con un’agenzia immobiliare, la Proto Group Ltd, con cui fingeva di trattare per conto di star del cinema e pezzi grossi dell’imprenditoria mondiale (esempio: Mark Zuckerberg compra casa a Milano tramite la Proto Group) e da lì la cosa è degenerata: nel 2012 ha diffuso comunicati in cui diceva di aver comprato il 2,8 percento di Tod’s, di voler scalare RCS e Fiat, di volersi candidare alla presidenza di Unicredit. I giornali italiani hanno sempre abboccato, pubblicando sempre tutto senza fare verifiche. Sempre nel 2012 Proto si è candidato alle primarie del Pdl e pochi mesi dopo è stato arrestato per truffa».
C’è anche un libro, scritto da Andrea Sceresini e basato sulla testimonianza diretta del protagonista, dal titolo più che esplicativo: “Io sono l’impostore. Storia dell’uomo che ci ha fregati tutti”, pubblicato da il Saggiatore. È proprio Sceresini a raccontare a Vice il personaggio e gli inizi della sua attività (ovviamente il racconto «va preso con le pinze», spiega): una bufala architettata per vendere la casa di George Clooney sul lago di Como, con tanto di notizia passata al Corriere della Sera. Notizia prima respinta, poi pubblicata dopo la minaccia di passarla alla concorrenza. «E quindi – spiega Sceresini – comincia a far uscire decine di comunicati di questo tenore, alcuni dei quali vengono pubblicati innescando un meccanismo virtuoso che aumenta la sua credibilità». Da Clooney (e il lago di Como) a Ronaldo (e Tropea) il passo è più breve di quanto sembri. E non è la prima volta in cui le strade di Proto e CR7 si incrociano: il sodalizio tra i due avrebbe dovuto portare alla costruzione di un ospedale in Cile. Era falso pure quello, purtroppo. Ed è, ovviamente, finito sui media di tutto il mondo.

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