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ʼNDRANGHETA, CONDANNATO NEL PROCESSO AEMILIA PRENDE OSTAGGI IN UN UFFICIO POSTALE: SI ARRENDE DOPO SETTE ORE

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I carabinieri hanno fatto irruzione e portato fuori Francesco Amato, finora latitante. Tutti incolumi gli ostaggi

Francesco Amato, imputato condannato pochi giorni fa nel maxi-processo di ‘ndrangheta “Aemilia” è stato bloccato dopo essersi asserragliato dentro l’ufficio postale di Pieve Modolena (Reggio Emilia) con un coltello. L’uomo si era reso irreperibile dopo la sentenza. E’ entrato urlando “vi ammazzo tutti” e poi ha fatto uscire i clienti, tenendo in ostaggio cinque dipendenti, tra i quali la direttrice. Dopo ore di tensione, i carabinieri hanno fatto irruzione e portato fuori Amato, che intanto si era arreso.

Ha aperto la porta lui, ha fatto uscire gli ostaggi e si è consegnato”, ha riferito il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Cristiano Desideri. A convincere l’uomo alla resa sono stati “il tempo, la pazienza e il dialogo coi negoziatori, che gli hanno fatto capire che non avrebbe potuto ottenere quello che chiedeva”.

Tutti incolumi gli ostaggi liberati. Una donna, dopo circa un’ora è stata rilasciata e appena fuori dal locale ha avuto un malore. “Vi ammazzo tutti”: con questa minaccia Francesco Amato era entrato nell’ufficio prendendo in ostaggio cinque donne, quattro impiegate e la direttrice.

“Voglio parlare con Salvini” – Amato ha chiesto di parlare con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Lo riferiscono i carabinieri che stanno conducendo le trattative per la liberazione degli ostaggi.

La testimonianza di un ostaggio: “Dice che se apriamo facciamo una brutta fine” – “Siamo chiusi dentro. Il signor Amato vuole parlare con Salvini. Lo vedo. Sono all’interno, il signor Amato sta parlando: vuole Salvini. Parla con i carabinieri, con noi. Ha un coltello in mano. Io lavoro qui, siamo in quattro. Il signore è qui da parecchie ore. Ha detto che se apriamo la porta qualcuno fa una brutta fine e quindi siamo trincerati dentro”. Lo ha affermato uno degli ostaggi, un’impiegata dell’ufficio postale di Pieve Modolena frazione di Reggio Emilia, in un’intervista al giornale radio Rai.

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