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CALABRIA 2019, LA CANDIDATURA DI OCCHIUTO ANCORA UNA VOLTA SMENTITA

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Ci risiamo. Non appena qualcuno dice di non volere Occhiuto come candidato alla presidenza delle Regione Calabria, non passa mezza giornata che subito arriva il titolone della Gazzetta del Sud a smentire e a rincarare la dose: Occhiuto è il candidato di Forza Italia. Un titolo che la Gazzetta ha già sfornato diverse volte e che è stato puntualmente smentito dagli stessi pezzotti romani di Forza Italia.

 

Chissà perché la Gazzetta del Sud ci tiene tanto a candidare il sindaco Mario Occhiuto. Anche se la sicurezza di questa candidatura è solo nel titolo, perché a leggere l’articolo l’unica cosa certa è l’uso frenetico del condizionale. Come a dire: nel titolo diamo per certa la candidatura di Occhiuto (visto che la gente si ferma a leggere solo i titoli), e nell’articolo spieghiamo che è tutto ancora da vedere, ma che ci sono buone possibilità. In poche parole: niente di certo.

A pronunciare parole chiare e precise sulla non candidabilità di Occhiuto questa volta è un pezzo da novanta di Forza Italia, alleato con compà Pinuzzu Gentile e non solo, l’ex senatore Pietro Aiello, che dice: “Presenterò la mia candidatura a presidente della Regione Calabria perché questa volta tocca a Catanzaro. La fuga in avanti di Occhiuto è una scorrettezza politica avallata dalla Santelli che in Calabria ci ha sempre tenuto lontani dalle discussioni che contano”. E conclude: solo la candidatura di Abramo potrà farmi retrocedere.

 
 

Più che una dichiarazione, sembra una minaccia bella e buona, del tipo: cara Jole e caro Roberto, per quanto vi diate da fare sui tavoli romani per far passare la candidatura di Mario, millantando l’appoggio di Tajani, voglio ricordarvi che i conti poi dovrete farli in Calabria con chi gestisce pacchetti di voti importanti e determinanti per la riuscita dell’operazione. Almeno per quel che riguarda l’elezione di qualche consigliere, perché di vincere le elezioni in Calabria non se ne parla proprio, stando almeno agli ultimi sondaggi. Senza gli alleati Occhiuto, anche se candidato, non va da nessuna parte.

La candidatura di Occhiuto è diventata, oramai, una sorta di barzelletta. E la sua insistenza è dovuta alla necessità di mettere una pezza alla grave situazione giudiziaria a cui è sottoposto: quella di Occhiuto è una corsa contro il tempo. Spera di avere l’investitura ufficiale prima che la sua situazione giudiziaria precipiti. Investitura che Occhiuto vorrebbe usare come scudo per indurre alcuni magistrati a retrocedere rispetto a volontà repressive nei suoi confronti. Mostrare i muscoli, attraverso l’appoggio di tutto il partito di Forza Italia e quello della Lega al governo, è l’unica possibilità che ha per fermare il naturale corso della Giustizia, convinto che questo possa far leva sulla nota pavidità di giudici e pm, a queste latitudini. E’ solo questo il motivo che lo spinge a candidarsi.

A tutti quelli che decidono di sponsorizzare Occhiuto, ritorniamo a dare il nostro spassionato consiglio: tenetevi lontano da lui che non si sa come finisce.

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