CASO LOPRESTI, INDAGATI OLIVERIO, CINQUE ASSESSORI E DUE DIRIGENTI

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I membri della giunta regionale e i manager dovranno recarsi in Procura a Catanzaro tra il 12 e il 14 novembre per essere interrogati. Sono accusati di abuso d’ufficio e falso ideologico per il reintegro dell’ex responsabile del settore “Reti dell’emergenza-urgenza”

Assessori e dirigenti della Regione dovranno recarsi in Procura a Catanzaro tra il 12 e il 14 novembre per essere sottoposti a una serie di interrogatori esplorativi per meglio comprendere quanto accaduto nel corso della seduta di giunta del 24 settembre scorso, nel corso della quale è stato deliberato di riassegnare un incarico dirigenziale a Salvatore Lopresti, in quel periodo sottoposto a misura interdittiva. Ad essere convocati davanti ai magistrati del capoluogo, guidati dal procuratore Nicola Gratteri, sono i componenti della giunta regionale Gerardo Mario Oliverio, presidente della giunta, il vicepresidente Francesco Russo, l’assessore al Bilancio e alle Politiche del personale, Maria Teresa Fragomeni, l’assessore ai Trasporti Roberto Musmanno, l’assessore all’Ambiente Antonietta Rizzo, l’assessore all’Urbanistica Francesco Rossi e i dirigenti Bruno Zito e Sergio Tassone. Sono indagati, a vario titolo, per abuso d’ufficio e falsità ideologica in atti pubblici. Tutti erano presenti (non c’erano invece gli assessori Maria Francesca Corigliano e Angela Robbe) alla seduta di giunta del 24 settembre scorso nel corso della quale è stata adottata la delibera 422 che riassegnava al dirigente Salvatore Lopresti un incarico dirigenziale, pur essendo questi sottoposto a misura interdittiva della sospensione per un anno dell’esercizio di pubblico ufficio a partire dal 16 aprile 2018.

 

L’INCHIESTA SUL SERVIZIO DI ELISOCCORSO Lopresti è l’ex dirigente del settore “Reti dell’emergenza-urgenza” sospeso dal servizio, in via cautelare, il 6 febbraio 2018 giorno in cui è stato posto agli arresti domiciliari, con altri tre coindagati, in seguito all’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e dal sostituto Vito Valerio, su presunti illeciti commessi riguardo un appalto da 100 milioni di euro per il servizio di Elisoccorso. La misura cautela prima è stata confermata dal Riesame per le quattro persone coinvolte nello scandalo, ma poi ad aprile per Lopresti era stata trasformata – su istanza di parte dal gip del Tribunale di Catanzaro – nella misura interdittiva della sospensione per un anno dell’esercizio di pubblico ufficio.
Lopresti, qualche mese dopo, ha chiesto di essere riammesso in servizio in Regione, atto ritenuto illegittimo dalla Procura che ha ordinato nuove indagini ai finanzieri del Nucleo economico finanziario che il 5 ottobre scorso hanno notificato all’ex dirigente un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, stabilita dal gip su richiesta della magistratura.

OTTO INDAGATI ALLA CITTADELLA Per questa vicenda essere sottoposti a indagine sono i componenti della giunta e i dirigenti che hanno partecipato alla seduta del 24 settembre scorso deliberando in favore della riammissione di Lopresti. Su proposta dell’assessore regionale al Personale Maria Teresa Fragomeni, la giunta aveva deliberato di conferire a Lopresti l’incarico temporaneo di reggenza del settore “Sport e Politiche Giovanili” «nelle more che, il medesimo dirigente, sia individuato, nelle forme di legge e nell’ambito delle procedure previste dalla normativa vigente, quale titolare di un incarico e comunque facendo salvi gli esiti del giudizio pendente». L’accusa nei confronti di assessori e dirigenti è di abuso d’ufficio per aver, secondo le ipotesi accusatore, procurato, in conseguenza della delibera, un ingiusto vantaggio patrimoniale all’indagato e aver causato un danno patrimoniale alla Regione Calabria. Vista l’illegittimità della delibera, il danno per la Regione sarebbe stato non solo patrimoniale poiché avrebbe influito sul pregiudizio di immagine dell’ente.
I dirigenti Zito e Tassone sono accusati, inoltre, di falsità ideologica in atti pubblici. Per chiarire meglio gli aspetti, anche tecnici, di questa vicenda e come si è svolta con esattezza la seduta di giunta “incriminata”, gli indagati dovranno essere sentiti dagli inquirenti.

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