DIGA SUL TORRENTE LORDO…CINQUE ANNI DOPO

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La recente felice conclusione della Diga sul Menta , dopo tanti anni di attesa, quasi inevitabilmente ha richiamato, soprattutto sulla fascia ionica reggina, e a Siderno in particolare, l’altrettanta ormai cronica vicenda della Diga sul Torrente Lordo, quella per intenderci, che sorge in contrada Pantaleo di Siderno svuotata cinque anni or sono per un guasto che sembrava dovesse risolversi in tempi brevissimi e che, invece, ha ridotto il sito in un arido deserto ricettacolo spesso di spazzatura. Il tutto, dopo una serie di richieste ufficiali, di proteste, di interrogazioni e interventi di vario genere ( compresa un servizio di “Striscia la notizia” ) che si sono sempre fermate alle manifestazioni di buona volontà ma mai andate veramente al cuore del problema . Sembrava, peraltro, che la vicenda stesse per incanalarsi nel verso giusto nell’agosto del 2017 a seguito di una visita del presidente Mario Oliverio che aveva riacceso le speranze dei cittadini visto che il Governatore, a capo di una delegazione che comprendeva anche il presidente del consiglio regionale Nicola Irto e il capogruppo del Pd in consiglio Seby Romeo verificò personalmente la situazione rendendosi conto che la Diga, peraltro, che il ripristino della Diga era una necessità non solo di Siderno ma dell’intero territorio della Locride e, come d’altra parte lui stesso ammise era giusto venisse inquadrata nel programma di rivalutazione delle Dighe presenti in Calabria finalizzate anche a contribuire a risolvere il problema della siccità. Tra l’altro in quella occasione lo stesso presidente Nicola Irto che, appunto, accompagnava il presidente Oliverio nel sopraluogo lungo la Diga, ebbe ad esprimere le sue perplessità sulle lungaggini che avevano accompagnato la delicata problematica dell’importante invaso ammettendo, peraltro, che dalle condizioni riscontrate era evidente che se il problema non si risolveva al piu’ presto si rischiava addirittura una chiusura definitiva dell’invaso “perchè i danni con il tempo aumenteranno a dismisura”. Fatto sta che dopo la visita venne definito il finanziamento per uno studio progettuale ( 120.00 euro a fronte dell’ammodernamento della strumentazione di controllo ( 50.000) e per lo studio geologico e geotecnico ( 70.000) che dovrà stabilire le cause che hanno indotto la lesione ). Una incombenza necessaria – fu detto – per poter procedere, di concerto con il servizio dighe nazionale, al nuovo riempimento dell’invaso. dato che era nell’aria un finanziamento nazionale di 3 milioni e mezzo. Anzi, a questo proposito, il presidente Oliverio si impegnò, nel caso tale somma non bastasse eDa allora è passato piu’ di un anno è ancora tutto tace. L’invaso, tanto per ricordarlo, è stato chiuso nel 2013 a causa di una lesione alla canna del pozzo della camera di accesso alle paratoie e la Diga svuotata sulla base di un’ordinanza dell’Ufficio Dighe nazionale.

 

Aristide Bava

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