Inchiesta Calabria Verde, tutti rinviati a giudizio

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A processo l’ex dg Furgiuele, il dirigente dell’economato Mellace, il dirigente Errigo, l’agrotecnico Magnone, il dipendente Ciciarello e l’allora dirigente del terzo settore Alfredo Allevato. Tra le accuse abuso d’ufficio e peculato

Sono stati tutti rinviati a giudizio gli imputati coinvolti in quello che viene definito il primo troncone d’indagine “Calabria Verde”, relativo a presunti illeciti commessi all’interno dell’ente in house della Regione Calabria. Il gup Francesca Pizii ha accolto la richiesta del sostituto procuratore di Catanzaro Alessandro Prontera e rinviato a processo l’ex direttore generale dell’ente regionale Paolo Furgiuele, il dirigente dell’economato Marco Mellace, il dirigente Antonio Errigo, l’agrotecnico Gennarino Magnone, il dipendente Emanuele Ciciarello e l’allora dirigente del terzo settore Alfredo Allevato. Le accuse vanno, a vario titolo, dall’abuso di ufficio al peculato, alla violenza o minaccia a pubblico ufficiale, falsità ideologica e materiale. Al centro dell’inchiesta ci sono i fondi europei che sarebbero dovuti servire per l’acquisto di mezzi antincendio boschivi, per la messa in sicurezza dei corsi d’acqua e per i rischi di frane in Calabria e che, secondo l’accusa, sarebbero stati invece distratti per scopi ben diversi, compresi alcuni viaggi con pernottamenti a Roma e la ristrutturazione della casa di Furgiuele ad Amantea. In questo procedimento si sono costituite parti civili la Regione Calabria, l’ente in house della Regione “Calabria Verde” e un ex dipendente per la sola posizione di Alfredo Allevato. Non hanno chiesto sconti, tramite riti alternativi, gli imputati – difesi dagli avvocati Enzo Ioppoli, Giancarlo Pittelli, Giovanni Merante, Giuseppe Bruno, Rosario Montesanti, Nicola Carratelli, Sergio Rotundo e Pino Pitaro – per i quali il processo avrà inizio, davanti al tribunale collegiale di Catanzaro, il prossimo 26 marzo.

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