INTEGRAZIONE OSPEDALI, L’AUDIZIONE DI SCURA ALIMENTA I DUBBI

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In terza Commissione del Consiglio regionale, il commissario chiede tempi stretti e massima attenzione giuridica della legge sulla sanità di Catanzaro. Esposito: «La politica farà la sua parte, il vero punto è il Protocollo Regione-Università»

Dubbi politici e dubbi giuridici. L’integrazione degli ospedali di Catanzaro resta un groviglio di “nodi” da sciogliere, come conferma anche l’andamento delle audizioni nella terza Commissione del Consiglio regionale. L’ultimo in ordine di tempo a essere ascoltato dall’organismo consigliare è stato il commissario della sanità calabrese Massimo Scura, che sull’integrazione tra il “Pugliese” e il policlinico universitario “Mater Domini” del capoluogo calabrese ha molto spinto nell’ultimo anno ma che non appare particolarmente convinto dalla piega che il dibattito ha assunto negli ultimi “step”. Sotto la lente, da parte della terza Commissione presieduta dal democrat Michele Mirabello, ci sono due proposte di legge sull’integrazione, quella “bipartisan” a dodici mani perché d’iniziativa dello stesso Mirabello e dei consiglieri regionali Enzo Ciconte, Baldo Esposito, Claudio Parente, Tonino Scalzo e Mimmo Tallini e una seconda proposta depositata già in estate dal presidente della commissione anti-‘ndrangheta Arturo Bova. Due testi piuttosto differenti: per un oggettivo maggior “peso” politico”, a diventare di fatto testo base di discussione è il primo, che però presenta qualche passaggio eccessivamente ostico, perché prevede l’integrazione dell’azienda “Pugliese” con il “Mater Domini” (qualcuno al “con” preferisce il più neutro “nel”…) inserisce nel tema anche l’ospedale di Lamezia Terme, offrendo quindi il fianco ai maggiori dubbi interpretativi e applicativi. Dubbi che già l’Università di Catanzaro ha evidenziato, nella recente audizione in “Terza” del rettore Giovanbattista De Sarro, e che, in linea generale, sembrano condivisi anche dal commissario Massimo Scura.
In sintesi, le perplessità riguarderebbero il fatto che la formula prevista nel testo dei sei consiglieri regionali determinerebbe almeno due effetti negativi: il primo è quello di rimettere in discussione l’accreditamento dell’ateneo di Catanzaro, che dovrebbe ripartire da zero, il secondo è che un’integrazione così concepita di fatto presupporrebbe la creazione di una nuova azienda universitaria, e questo può avvenire solo previo parere positivo dei ministeri della Sanità e dell’Università con conseguente allungamento dei tempi, e può avvenire non con semplice legge regionale ma con decreto governativo. Sullo sfondo, poi, un complessivo “sospetto” di incostituzionalità del testo all’esame della terza Commissione del Consiglio regionale. E nella nota ufficiale diramata al termine dell’odierna seduta non si fa mistero della posizione di Scura, che – riporta il comunicato – ha chiesto «di giungere in tempi brevi all’approvazione della legge per i tanti vantaggi che ne discenderebbero, tra cui l’alto livello delle prestazioni e la qualità dei servizi sanitari per la popolazione calabrese, lo sviluppo dell’Università, la forte di riduzione dei costi, lo snellimento amministrativo ed organizzativo».
Sul piano squisitamente giuridico, il commissario ha evidenziato come «vada assolutamente evitato di costituire una nuova azienda che andrebbe, a sua volta, accreditata ed il percorso legislativo e amministrativo che ne conseguirebbe dilaterebbe oltremodo i tempi che, al contrario, devono essere celeri. Pertanto sarebbe auspicabile – ha concluso Scura – la fusione dell’ospedale Pugliese-Ciaccio nella “Mater Domini” poiché tale scelta consentirebbe di andare spediti verso l’integrazione». In Commissione a confrontarsi con Scura è stato il consigliere regionale dell’Ncd Baldo Esposito, che è stato l’ispiratore del testo base sull’integrazione e che sul tema, e in generale sulle cose della sanità, parla con parecchia cognizione di causa. Esposito avrebbe osservato che «indubbiamente la formula giuridica da utilizzare è importante per non creare problemi sulla questione dell’accreditamento dell’Università e dei tempi, e noi siamo impegnati a fare le cose senza fare errori» ma a Scura avrebbe fatto presente che «la politica ha già dimostrato di lavorare seriamente e avrà tempi brevi, piuttosto il vero punto è un altro, ed è quello di concretizzare la legge sull’integrazione con la firma del protocollo di intesa tra Regione-Università-Ufficio del commissario, perché il protocollo – va ricordato – è scaduto da un bel po’ di anni». Per questo Esposito ha sollecitato le tre parti a «mettere mano al protocollo parallelamente alla predisposizione della legge, perché il protocollo si può fare anche in 14 secondi, come in 14 anni…».
Le considerazioni di Esposito non sembrano francamente di poco conto, se si considera che sull’integrazione tra ospedale “Pugliese” e Policlinico “Mater Domini” il protocollo suddetto ha un peso determinante e coloro che devono firmarlo non stanno propriamente facendo a gara a chi lo vuole firmare per primo… Comunque si procede, con il presidente della “Terza” Mirabello che ha così commentato l’esito dell’audizione di Scura: «Stiamo lavorando attivamente alla realizzazione di questo progetto che avrà positive ricadute sull’organizzazione dei servizi assistenziali e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie, migliorando i risultati in termini di qualità, efficienza ed efficacia». In ogni caso, il processo di integrazione va avanti: nella prossima settimana dovrebbero tenersi altre audizioni in terza Commissione del Consiglio regionale, quindi, una volta disposta l’unificazione dei testi, spazio agli emendamenti in vista della trasmissione al Consiglio regionale nella sua composizione plenaria: i più ottimisti dicono che la discussione in aula potrebbe avvenire già a gennaio, ma chissà perché i pessimisti continuano a essere più numerosi…

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