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LUCANO: «PERCHÉ TANTI HANNO PAURA DI ME?»

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Sala stracolma a Lamezia per il sindaco (sospeso) di Riace. «Cercano di non farmi parlare. Abbiamo usato i soldi dei progetti per creare accoglienza. E questa è una cosa che non può comprendere nemmeno Salvini che sta guidando il governo della disumanizzazione

La pioggia che si è abbattuta nelle ultime ore su gran parte della Calabria non ha fermato quello che oramai è diventato per Mimmo Lucano un vero e proprio tour in giro per l’Italia. Nel tardo pomeriggio di domenica è toccato alla parrocchia di San Francesco a Lamezia Terme ospitare il sindaco (sospeso) di Riace, in un evento organizzato dall’associazione politico culturale “Graziella Riga” e fortemente voluto dall’ex sindaco Gianni Speranza.
«Sono diventato un personaggio ma non era mia intenzione». Si presenta così Lucano a Lamezia: una battuta per nascondere la sua riservatezza e – forse – anche la tanta stanchezza accumulata nell’ultimo mese. Poco più di un’ora per ripercorrere, grazie alle domande del giornalista del Corriere della Sera Carlo Macrì, la sua vicenda e quella della sua Riace senza risparmiare dettagli, episodi, nomi. «Il mio impegno non è iniziato dall’accoglienza – racconta Lucano -. Volevo ripartire dai governi locali, dai piccoli comuni per vivere in un mondo migliore». Poi è arrivata quella che lui chiama la «casualità», ovvero lo sbarco di 250 curdi sulle coste di Riace. «Io all’epoca non ero né consigliere e né sindaco – racconta -. Diventai un semplice volontario nel campo profughi che venne allestito in quell’estate grazie all’intervento del vescovo Bregantini. Quando poi quel campo doveva essere liberato, molti mi chiesero di poter rimanere. Ho chiamato tutte le persone di Riace che erano all’estero e che avevano delle case abbandonate e in poco tempo avevo a disposizione 20 abitazioni che all’inizio illuminammo con delle candele. Chi è rimasto ha poi iniziato a lavorare, ma non è lo sfruttamento di Rosarno e della Piana. È stato un riscatto di cui ne hanno beneficiato le persone e tutta Riace». «Di tutto questo – prosegue ancora – non ci sono carte o progetti. È stata una sperimentazione nata da una casualità».
Da lì è iniziato poi a cambiare l’intero sistema di accoglienza. «Nel 2004 sono diventato per la prima volta sindaco, nel frattempo erano stati istituiti gli Sprar e il tema dell’accoglienza era diventato di dominio pubblico. A Riace però qualcosa era stato recuperato. Molti studiosi iniziarono a venire da noi, furono scritti libri, tesi di laurea e anche un regista tedesco venne a farci visita (Wim Wenders, ndr). Addirittura mi citò un giornalista in una famosa rivista (Fortune nel 2016, ndr)».
Inevitabili le domande sul suo rapporto con il prefetto Mario Morcone. «Morcone lo incontrai per la prima volta nell’estate del 2008 quando scattò “l’emergenza Lampedusa” e mi chiese di accogliere 500 persone. Per Riace era impossibile fare questo – spiega – quindi chiamai i sindaci di Caulonia e Stignano e insieme riuscimmo ad accogliere 300 persone in pochissimi giorni. Dalle ispezioni successive uscirono fuori numerose anomalie burocratiche. Ma come avremmo potuto fare se da un giorno all’altro ci chiesero di ospitare tutte quelle persone?». Schietto e diretto anche quando si riferisce all’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti: «Lui ha rovinato questo modello. Perché mentre l’Italia faceva accordi con la Libia, noi sapevano davvero cosa succedeva lì. Riace è riuscita a fare la differenza usando i soldi dei progetti per creare accoglienza. E questa è una cosa che non può comprendere nemmeno Salvini che sta guidando il governo della disumanizzazione». «Oggi molti – dice ancora – si preoccupano di non farmi parlare. Ma hanno paura di me? Che sono il sindaco di un paese di 1500 abitanti. Mi hanno dato così tanto importanza, ma alla fine sono un uomo solo. Non ho né una segreteria e né uno staff. Non ho nemmeno i biglietti da visita per lasciare il mio numero, li scrivo ancora a penna».
Infine il futuro, suo e di Riace, più volte definita dallo stesso Lucano, una «realtà antimafiosa». «Voglio tornare – asserisce -. Voglio tornare per ricomporre il sistema che si è creato in questi anni. In questo ultimi giorni ho visto tanta solidarietà, anche internazionale, e questo è un miracolo». «C’ho messo l’anima in tutto questo – conclude – e credo ancora nell’unità contro tutto questo degrado che ci circonda».

 

ANNULLATO IL SIT-IN DI CASA POUND Se il maltempo non ha fermato Lucano e le numerose persone che hanno riempito la sala parrocchiale a Lamezia, ha invece fatto desistere gli attivisti di Casa Pound Calabria che proprio nel pomeriggio di domenica avevano organizzato un sit-in contro “il falso modello Lucano”. «Purtroppo causa maltempo, il sit-in di oggi pomeriggio a Sambiase non avrà luogo. Alla prima occasione – scrivono in un posto sulla loro pagina Facebook – non mancheremo di incontrare il signor Lucano».

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