Mer. Gen 20th, 2021

Ha la media del 10 ed è stata nominata Alfiere del Lavoro da Mattarella. Ora si è iscritta a Fisica e vuole specializzarsi all’estero: “Ma prometto di tornare”

Alfiere del Lavoro a diciotto anni. Maria Cristina Fiore, cosentina, riceve dal presidente, Sergio Mattarella, la medaglia che la ‘riconosce’ come un’eccellenza della Repubblica, il premio attribuito ai 25 studenti più talentuosi d’Italia. Diplomatasi la scorsa estate al liceo classico europeo ‘Bernardino Telesio’ con il massimo dei voti, è l’unica tra i 25 ‘sapientoni’ ad aver riportato la media del 10 nel suo intero percorso di studi superiori. Ora è iscritta alla Facoltà di Fisica all’Università di Padova.

Si aspettava questo premio?
«Non l’avrei mai immaginato, anche se il mio liceo mi aveva iscritto alla selezione. A un certo punto avevo anche dimenticato questa candidatura, assorbita dallo studio e presa dagli esami ormai imminenti. Ho vissuto un’emozione grandissima quando il presidente Mattarella ha voluto sapere nel dettaglio delle mie scelte universitarie e ha manifestato la sua gioia per l’iscrizione a Fisica».

Gioia che, probabilmente, i suoi genitori, entrambi medici, non avranno condiviso in pieno. 
«Tutti si aspettavano che seguissi le orme dei miei. Ma la famiglia mi ha lasciato sempre l’ultima parola e, in fondo, non l’ha presa male».

Ora che ha anche la benedizione di Mattarella, non ci sarà più partita…
«Ahahah, ma l’incoraggiamento del capo dello Stato è anche una responsabilità perché mi spinge a dare il massimo».

Qual è la ricetta per raggiungere l’eccellenza?
«Lo studio è per me un piacere, mai un dovere. Anche il voto, il risultato finale, non è il principale obiettivo. La ricetta? La curiosità è il motore di ogni mia passione».

In futuro cosa farà?
«Ricerca nel mondo della fisica perché vorrei consacrare la mia vita allo studio».

Quali sono i suoi miti?
«Margherita Hack e Stephen Hawking. Non tanto per la loro letteratura scientifica, che ancora non comprendo appieno, ma soprattutto perché in loro ho visto caratteristiche in cui mi riconosco».

Ovvero?
«In Hawking la determinazione, nella Hack l’amore per la letteratura. Vorrei nella mia vita riuscire a combinare queste due facce della medaglia: scienza e lettere».

È vero che conosce a memoria le tragedie greche che recitava a scuola?
«Il teatro greco mi appassiona, è naturale imparare tutte le parti a memoria».

Non teme di fare la fine di tanti giovani cervelloni, costretti a lavorare all’estero perché in Italia non c’è posto per loro?
«Vorrei proseguire il mio percorso di studio all’estero, ma l’intenzione è tornare a lavorare in Italia. Penso che questo premio sia una prova di fiducia verso i giovani, un apprezzamento per gli sforzi fatti».

Come trascorre il tempo libero?
«Sono diplomata in danza classica, mi piacciono lo sci e la musica, ho studiato il pianoforte. Ma amo soprattutto cantare e recitare».

E i social network?
«Sono importanti perché permettono di creare dei rapporti e scambi culturali, ma io li uso poco».

L’amore?
«Al momento l’ho messo un po’ da parte, diciamo che finora non è capitato».

quotidiano.net

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