Gio. Mag 6th, 2021

Il neo presidente della commissione parlamentare: «Alta concentrazione in Calabria, bisogna vigilare». E sulla lotta alle mafie: «Bisogna temere quelle che investono online»

In una intervista al Mattino il senatore M5s Nicola Morra, neo-presidente della commissione parlamentare antimafia, afferma che proseguirà l’indagine sulle logge massoniche, avviata dal precedessore Rosy Bindi: «Credo non ci sia mai stata una concentrazione così alta di logge massoniche come in questi ultimi anni. In Calabria, è tra le più alte d’Italia e ho scoperto che ne fanno parte anche degli ecclesiastici in contrasto con quegli ideali laici e illuministici della massoneria delle origini. Anche sull’attività delle logge occorre vigilare, per capire se esistono connivenze e interessi con la criminalità organizzata». E della commissione Bindi dice: «Se sono state fatte cose positive, non ho difficoltà ad ammetterlo».

 

«LA MAFIA DA TEMERE È QUELLA CHE INVESTE ONLINE» «Oggi la mafia da temere di più è quella che non spara e che magari fa investimenti online grazie a pochi clic che permettono di spostare capitali in maniera criminale da un mercato all’altro». Così Nicola Morra, senatore M5s neopresidente della commissione Antimafia, ha commentato ai microfoni di Radio2 il nuovo incarico e illustrato le sue priorità. Per Morra «è nostro dovere trasformare la mentalità degli italiani, troppe volte si assiste muti alla schifezza che magari viene consumata davanti ai nostri occhi senza che vi sia una reazione ferma, forte e intelligente. Vorrei coinvolgere soprattutto i giovani, la società civile, far tornare ad essere pulsante quella società civile che negli anni ’90 fece sentire forte la propria presenza quando lo Stato fu attaccato in maniera indegna dai mafiosi». «Certamente – ha proseguito a proposito del suo nuovo incarico – mi sento gravato da una responsabilità enorme che vorrei venisse avvertita non soltanto dai 49 membri che con me formano la Commissione d’inchiesta sul fenomeno mafioso, ma da tutti gli italiani». «Se tutti quanti noi italiani decidiamo che il rispetto delle regole è nel nostro stesso interesse ci faremo forza l’uno con l’altro. Se tutti insieme decideremo di cambiare rotta – ha assicurato Morra – il Paese potrà con molta facilità e con molta rapidità sconfiggere un fenomeno che sta diventando atavico ed endemico. Se invece prevarrà la cultura della rassegnazione, risulteremo sconfitti in partenza».

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