Lun. Mag 10th, 2021

Provvedimento disciplinare nei confronti del dirigente dopo la “denuncia” del consigliere regionale Tallini. Si complica la (possibile) nuova nomina del geologo al vertice del settore

La notizia, confermata da fonti della Regione, è esplosa nella tarda mattinata tra i corridoi della Cittadella. Per Carlo Tansi, dirigente della Protezione civile regionale, sarebbe arrivato un provvedimento disciplinare di sospensione dall’incarico per 45 giorni. Il geologo è in scadenza di mandato – la sua nomina è valida fino al prossimo 18 novembre – ma l’atto potrebbe incidere sul futuro del settore, affidato (per la scelta del prossimo manager) a un bando rivolto a professionisti esterni. Bando al quale Tansi mercoledì ha annunciato di voler partecipare. 
Il primo step, quello di cercare il nuovo capo della Prociv tra i dirigenti di ruolo, si era concluso con un nulla di fatto ma non senza polemiche (il sindacato Cisal ha criticato l’esclusione dell’unico manager ritenuto in possesso di titoli adeguati, ma scartato dalla burocrazia regionale). Ora, però, dopo la sospensione, la conferma auspicata da Tansi si fa più complicata, anche se il provvedimento è una scelta burocratica e non politica. Politica potrebbe essere invece la spinta che ha portato gli uffici della Regione ad emetterlo, visto che la richiesta di mettere sotto “indagine” il dirigente era arrivata dal consigliere regionale di Forza Italia Domenico Tallini. Tallini, in passato, era stato preso di mira da Tansi sul suo profilo Facebook e aveva chiesto pubblicamente un intervento sul manager. Intervento che potrebbe essere arrivato giovedì mattina. Questo provvedimento non è il primo a cui Tansi viene sottoposto. Ed è proprio per questo che l’esito non è una semplice ammenda ma una sospensione. Niente più rimbrotti fermi, ma una decisione drastica. Il geologo, piuttosto deluso, ha detto di aver subìto «un gravissimo torto».
Mercoledì, Tansi ha denunciato una violazione del proprio profilo di posta elettronica istituzionale. Qualcuno lo avrebbe “bucato” per inviare al Corriere della Calabria una lettera di dimissioni. Il geologo prima ha accusato la nostra testata di non aver verificato la fonte delle informazioni, poi – accortosi che l’invio era avvenuto dalla sua casella postale – è tornato sui suoi passi, ma senza scusarsi. Oggi la nuova puntata del “caso”: una sospensione che potrebbe incidere sulle future scelte della giunta regionale riguardo a un settore molto delicato. Che, tra pochi giorni, rischia di rimanere senza una guida. 

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