QUINTA BOLGIA | Galati libero ma non può tornare in Calabria

247

Arriva la decisione del Tribunale del Riesame, che ha riqualificato il reato da abuso d’ufficio in tentata turbativa d’asta ma impone il divieto di dimora. Mantenuta l’aggravante mafiosa

Torna in libertà l’ex deputato Giuseppe Galati ma gli è fatto espresso divieto di varcare i confini della Calabria.
L’ex sottosegretario era finito ai domiciliari il 12 novembre scorso, con l’accusa di abuso d’ufficio aggravato dalle modalità mafiose, nel corso dell’operazione antimafia “Quinta Bolgia”. La decisione sulle misure restrittive arriva dal Tribunale del Riesame di Catanzaro – collegio presieduto dal giudice Giuseppe Valea – al quale si sono rivolti i legali di Galati, gli avvocati Francesco Gambardella e Salvatore Cerra. Il Riesame ha, inoltre, riqualificato il reato da abuso d’ufficio in tentata turbativa d’asta ma rimane l’aggravante mafiosa.
Secondo l’accusa, l’ex onorevole del centrodestra nel 2015 avrebbe, insieme all’ex consigliere comunale Luigi Muraca, classe ’68, e all’impresario di pompe funebri Pietro Putrino, cercato di favorire la ditta Putrino in una gara d’appalto per il servizio occasionale di ambulanze dell’Asp di Catanzaro. In diverse occasioni, nell’estate 2015, Galati è stato intercettato dalle Fiamme gialle di Catanzaro in compagnia di Putrino, Muraca e Giuseppe Pugliese, ex manager dell’Asp. Nel corso di uno di questi incontri Galati si è accorto di essere seguito. Ha così sporto denuncia asserendo di temere per la propria incolumità. Ha così scoperto che ha seguirlo erano i finanzieri. Da quel momento le “manovre” per la gara si sarebbero fermate. La ditta Putrino ha comunque continuato, attraverso affidamenti diretti, a gestire il servizio di ambulanze fino al 2017, quando un’interdittiva antimafia ha costretto la ditta a sospendere il servizio.

Facebook Comments



CHIUDI
CHIUDI
Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.