Ven. Mag 7th, 2021

Il sindaco di Riace dovrà comparire lunedì 12 novembre di fronte al procuratore aggiunto Lombardo

 Lo aveva chiesto, più e più volte di essere ascoltato, e adesso la convocazione è arrivata. Mimmo Lucano, il sindaco di Riace, sospeso dalla Prefettura dopo l’inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che gli è costata prima gli arresti domiciliari e poi il divieto di dimora, sarà sentito domani pomeriggio dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo come persona informata sui fatti. Dall’avviso di convocazione non è chiaro l’argomento, né le ipotesi di reato su cui Lucano potrebbe fornire elementi utili, ma un dato emerge in modo netto: c’è un’indagine per mafia. Il sindaco sospeso di Riace – è bene sottolinearlo – non è indagato, ma al contrario potrebbe essere il denunciante che ha fatto partire l’inchiesta. Nei mesi scorsi infatti Lucano ha più volte presentato denunce ed esposti su vicende che in parte si intrecciano con la materia finita al centro dell’indagine di Locri, ma soprattutto su una serie di curiose anomalie e forse conflitti di interesse che avrebbero caratterizzato le ispezioni disposte dalla Prefettura, nonché le inspiegabili reticenze nel fornire i relativi documenti.

 

ISPEZIONI CONTRADDITTORIE Nel corso degli ultimi anni, il “paese dell’accoglienza” è stato oggetto di controlli serrati e ispezioni continue. A quello del 2016 è seguita una pesantissima relazione negativa, trasmessa sia alla procura di Locri, dove ha dato origine dei guai giudiziari di Lucano, sia al ministero dell’Interno, che da lì ha avviato la procedura che ha portato alla chiusura degli Sprar di Riace. A quell’ispezione tuttavia ne è seguita una seconda, nel gennaio 2017, dall’esito totalmente opposto. Ribaltando quanto messo nero su bianco dai colleghi, gli ispettori che hanno visitato il borgo dell’accoglienza ne hanno valorizzato progetti, esperienze, sperimentazioni e soluzioni innovative come quelle
«case vecchie e umili, di origini umili, ma pulite, ordinate, venate dalla mescolanza di uomini e donne di provenienza disparata e che portano in quelle case un piccolo tocco della terra natia». Anche loro segnalavano la necessità di interventi correttivi da apportare con un’azione «di supporto», ma sottolineavano anche con forza che «l’esperienza di Riace» è importante «per la Calabria e segno distintivo di quelle buone pratiche che possono far parlare bene di questa regione».

RISERVATEZZA AD OROLOGERIA Parole che a Riace per lungo tempo non hanno avuto possibilità di leggere. A differenza della prima devastante relazione, resa nota al mondo persino a mezzo stampa, per mesi Lucano ha fatto inutilmente richiesta di accesso agli atti, ma dalla prefettura gli hanno più volte risposto picche. Curiosamente, solo dopo aver presentato un dettagliato esposto in Dda gli hanno permesso di avere accesso a quelle carte. Secondo fonti vicine al sindaco sospeso di Riace, potrebbe essere questo dunque l’oggetto del colloquio con il procuratore aggiunto Lombardo. Secondo altri invece, al sesto piano del Cedir, a Mimmo Lucano sarà chiesto di fornire ulteriori dettagli su altre anomalie segnalate. Ma probabilmente toccherà attendere domani per saperlo. In Dda, al momento tutte le bocche sono cucite.

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