Mer. Apr 21st, 2021

Passa il Documento di Economia e finanza. Ma il Consiglio è spaccato in due. I Moderati si astengono e aprono una nuova crepa. Scontro Oliverio-Guccione sugli ospedali. Il governatore: «Da lui tentativi di imbroglio». La replica: «Pinocchio». Voto contrario di tutto il centrodestra. Aieta: «Entro l’anno prossimo completeremo il programma». Via libera all’assestamento di bilancio

Def-atigante. Sulla manovra il centrosinistra si salva ma la crisi continua. Bocciare il Documento di Economia e finanza non conviene a nessuno, nell’ultimo anno di legislatura e prima di elezioni il cui esito potrebbe essere negativo per gli attuali inquilini di Palazzo Campanella.
Il Def 2019-2021, allora, passa per una manciata di voti ma rimette comunque in evidenza i numeri risicati di una maggioranza sempre più divisa, tenuta in vita solo dalla necessità bipartisan di tenere la poltrona il più a lungo possibile. E infatti serve il voto nominale per definire i contorni della manovra. Il Documento viene approvato con 15 voti a favore, 9 contrari e due astensioni.
Voto positivo per il governatore Oliverio e i consiglieri di centrosinistra Aieta, Battaglia, Bevacqua, Bova, Ciconte, D’Acri, D’Agostino, Giudiceandrea, Greco, Irto, Mirabello, Nucera, Romeo e Sculco. Contrari Esposito, Gallo, Guccione, Nicolò, Orsomarso, Pasqua, Parente, Pedà e Tallini. Astenuti Scalzo e Sergio (Neri non era in aula al momento del voto). Decisive, dunque, le assenze dei forzisti ex Ncd Gentile, Arruzzolo e Salerno e, soprattutto, l’astensione del gruppo Moderati, ormai sempre più critici rispetto alla maggioranza.

OLIVERIO: SIAMO RIPARTITI Le critiche feroci da parte dell’opposizione fanno insorgere Oliverio: «Il Def è un documento analitico, ma siamo in un clima perenne di campagna elettorale e dunque la discussione di merito viene mortificata. Ci sarà tempo per la propaganda, ma la riflessione non può essere banalizzata». Nelle pieghe della manovra ci entra lo stesso governatore, che mette in fila i risultati della sua giunta: «Settori agroalimentare e manifatturiero in crescita, ripresa delle costruzioni» ma anche una «timida crescita 12mila occupati» malgrado la disoccupazione continui a essere drammatica («non ci sono maghi Zurlì»).
«Questo trend, fatto di tanti “più” che sostituiscono i “meno” – spiega Oliverio –, ci ha fatto imboccare la strada giusta. Nel 2014 avrei dovuto trovare una programmazione europea pronta, ma l’ho trovata a zero. Ho dovuto rimboccarmi le maniche per rifarla e ci sono voluti sette mesi. E oggi per spesa siamo la prima Regione del Sud». In aumento anche «le presenze turistiche internazionali» e «gli arrivi negli aeroporti di Lamezia, Reggio e Crotone, che sono ripartiti».
«Abbiamo imboccato una strada – sottolinea ancora – ma certo c’è ancora tanto da fare ed è necessario che questo percorso sia accompagnato da politiche nazionali, e penso alle decontribuzioni e al credito d’imposta, che per adesso sono finanziati dalla Regione». L’alternativa a questo governo regionale, a parere di Oliverio, «è tornare ai segni negativi».

SANITÀ Oliverio, inoltre, dice sì a un nuova seduta ad hoc sulla Sanità, non senza rilevare le sue «battaglie contro il commissario, contro i governi Renzi e Gentiloni e, oggi, contro i giallo-verdi». Per il governatore, il commissariamento continuerà a portare il settore «nel precipizio».

AIETA: COMPLETEREMO PROGRAMMA Il presidente della commissione Bilancio, Giuseppe Aieta, mette in luce i dati positivi: «Nell’ultimo triennio è stata registrata un’inversione di tendenza rispetto ai dati negativi precedenti. Nel prossimo anno è previsto il completamento del programma e l’accelerazione della spesa di risorse trasformate in progetti». Per quel che riguarda il Por, il presidente della commissione Bilancio riferisce circa uno stato di avanzamento «pari al 36% del programma» e ricorda la pubblicazione di «42 avvisi pubblici per importi superiori ai 500 milioni» e una certificazione di spese «pari a 200 milioni di euro».

«MAGGIORANZA NON C’È» Nuovo scontro al fulmicotone tra Oliverio e Carlo Guccione (Pd), che giustifica il suo voto contrario definendo il Def «dannoso, omissivo e pieno di errori». Molte le discrepanze segnalate: «Sono emblematici i casi dell’ospedale Sibaritide, per il quale è prevista l’entrata in funzione ad aprile 2021, ma ancora non sono finiti neanche i lavori di sbancamento e recinzione, e di quello di Vibo, la cui ultimazione è fissata al gennaio 2019. Come si fa a scrivere cose del genere nel Def? Com’è possibile che rispetto a questioni serie ci possano essere situazioni di questo tipo?». Replica piccata di Oliverio: «Sciocchezze e tentativi di imbroglio. Noi i documenti li leggiamo. Guccione fa confusione da quando è uscito dalla giunta». «A qualcuno crescerà il naso come Pinocchio. Non sparo sulla Croce rossa, in Calabria siamo già oltre questa esperienza amministrativa», commenta ancora l’ex assessore.

Alessandro Nicolò (Misto) mette il dito nella piaga del centrosinistra: «Non sappiamo se la maggioranza esiste o sia mai esistita, ma Oliverio è ostaggio di questa situazione. È un dato politico che deve fare riflettere». Orlandino Greco (“Oliverio presidente”) lancia allora la sfida: «Quando non avremo i numeri andremo via, la minoranza può sempre presentare la mozione di sfiducia». Secondo il consigliere di maggioranza, nella manovra sono presenti «interventi spartiacque sia dal punto di vista amministrativo che da quello politico. La Calabria ha riacceso i motori, partendo da una stagione di abbandoni e di sprechi, con numeri impeccabili: +4% di investimenti, +2% di occupazione, la crescita ha riguardato tutti i settori dell’economia».
Netto il giudizio di Mimmo Tallini (Fi): «Non sappiamo se c’è la maggioranza e di conseguenza come comportarci noi rispetto al rischio di non dare alla Calabria la sua manovra economica. Evidente il fallimento di questo progetto politico. Oliverio ha fatto credere di voler riscrivere una nuova pagina del regionalismo, ma ha messo in atto una strategia per diventare il commissario unico della Calabria. Il fallimento vero ha origine dall’estromissione dei politici dalla giunta e dai mancati interventi dei consiglieri di maggioranza».
Baldo Esposito insiste sul punto: «Il Def arriva in Aula solo grazie alla presenza della minoranza in sede di approvazione in commissione, ed è necessario sottolineare la scarsa attenzione della giunta nel confronti del Consiglio». Poi nel merito: «Il documento sarà ineccepibile dal punto di vista tecnico-contabile, ma manca di anima».
Voto contrario del gruppo Misto, con Fausto Orsomarso che boccia «la proiezione economica della giunta» e registra il «grande ritardo su partecipate, gestione della sanità e investimenti sul turismo». Conclusione tranchant: «Della rivoluzione di cui si parla continuo a non vedere traccia».

«RIACCESI I MOTORI» Il capogruppo di Forza Italia, Claudio Parente, pone l’accento sulla necessità di discutere di sanità «trattata marginalmente nel Def» e rileva l’urgenza di attuare una seria politica di programmazione, visto che «dal 2015 si è registrata una paralisi».
Giuseppe Pedà (Fi) rimarca la lunga serie di «strafalcioni» presenti in un Def che rappresenta una «favola». Sulla stessa falsariga Gianluca Gallo (Cdl): «Il quadro generale è negativissimo. I dati positivi sono ascrivibili a una congiuntura nazionale, mentre aumenta il divario rispetto alle altre regioni. Rilevanti l’emigrazione giovanile e il crollo anagrafico, così come fallimentare è stata la gestione del sistema rifiuti e del turismo. C’è stata un’erronea distribuzione delle risorse che non consentono l’incremento del benessere perché il modello di sviluppo è sbagliato».
Secondo Mimmo Bevacqua (Pd), i consiglieri d’opposizione «non tengono in debita considerazione i meriti del provvedimento». Ma il consigliere dem ricorda anche le azioni da mettere in campo «per contrastare la deriva europea e il regionalismo differenziato».

ASSESTAMENTO OK Approvato a maggioranza pure l’assestamento di bilancio 2018-2020. L’ammontare complessivo della misura è di 24,9 milioni di euro, di cui 11,8 milioni relativi a maggiori entrate e 13,1 a minori spese.

ODG SU MALTEMPO L’assemblea dà il via libera anche a un ordine del giorno, firmato da Orsomarso e Aieta, per lo stanziamento di un fondo straordinario «al fine di sostenere con celerità imprese e famiglie colpite dal maltempo».

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