Sab. Mag 15th, 2021

Dare alla Calabria un sistema efficiente ed in linea con le altre regioni del Paese. Erano questi gli obiettivi strategici delle gestioni commissariali. Ma otto anni di commissariamento non sono riusciti a fare nulla di tutto questo.
A metterlo per iscritto il ministero della salute in un report dedicato alle sette regioni sottoposte al piano di rientro.
Nei giorni scorsi la denuncia al gravissimo degrado nel quale versa l’ospedale di Gioia Tauro, situazione per cui, un unico anestesista fisicamente presente, continua a prestare servizio
Eppure un decreto preciso prevedeva per Gioia Tauro, Ortopedia, Chirurgia e Medicina, con la promessa, ad agosto, della riapertura delle sale operatorie nuovissime per chirurgia e l’attivazione della telemedicina.
Tutto questo non è mai arrivato, così come non sono arrivati gli 8 milioni di euro che dovevano essere investiti per far ripartire la Casa della Salute a Scilla, in cui verge una palese emergenza sanitaria e un necessario potenziamento della struttura, dove i medici continuano ad operare anche con doppi turni.
“I quadri di verifica hanno rilevato una particolare inerzia da parte del commissario”, scrive il ministero della salute “essendo la maggior parte delle azioni previste dal programma operativo in ritardo rispetto a quanto prefissato”.
Nella lunga lista di inadempimenti segnalati dal ministero figurano la riorganizzazione della rete ospedaliera, i Tavoli di verifica rimasti in attesa delle previste proposte di leggi regionali, criticità sul sistema transfusionale a seguito delle ispezioni svolte dal centro nazionale sangue. Infine hanno evidenziato, il mancato rispetto dei tetti relativi alla spesa farmaceutica con un disavanzo di 163 milioni di euro.
Dati che demoralizzano e impongono al Mezzogiorno d’ Italia sempre le stessi sorti.
Una situazione che vede lontana la realizzazione di un progetto proficuo riguardante la sanità calabrese.

MARCELLA MESITI|redazione@telemia.it

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