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SERIE D | CITTANOVESE: L’UNICA OBIETTIVO DEVE ESSERE LA SALVEZZA DIRETTA

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Zito: “E’ meglio essere realisti”

Doveva essere il passo definitivo verso la piena maturità del progetto giallorosso. Ed invece, per la Cittanovese, la trasferta di Torre del Greco ha significato un inaspettato arretramento sul piano della consapevolezza. Certo, nella tana della Turris era difficile fare punti, ed è vero anche che i ragazzi di mister Mimmo Zito hanno disputato un grande primo tempo al cospetto dei corallini. Ma poi ? Poi la solita immarcita, i soliti errori, le solite amnesie. L’armamentario di chi esalta  i limiti e sottace i punti di forza.

A questo punto bisogna uscire rapidamente dall’equivoco delle ambizioni. La Cittanovese  non è squadra da alta classifica. E’ necessario dirselo, per non mortificare gli sforzi di un gruppo che sta costruendo un cammino di tutto rispetto. Quello giallorosso è un progetto credibile, ma che punta al traguardo della salvezza tranquilla. Non ad altro. Se si cambia il punto di vista, anche la sconfitta del “Liguori” diventa maggiormente digeribile.

Insomma, l’equivoco va rimosso. Il 4-0 imposto all’Igea Virtus rimane l’eccezione, non la regola. Escluso quell’exploit in trasferta, per il resto il dato emerge chiaro: fuori casa la squadra di Zito ha segnato due gol e ne ha incassati nove. Nulla di sorprendente, almeno per chi conosce tutto il cammino della Cittanovese in Serie D.

Chiusa questa parentesi, andiamo al presente e all’immediato futuro. Domenica prossima arriverà al  “Morreale-Proto” il Castrovillari, per un derby atteso e dai sapori molteplici. Anzi tutti, sarà necessario capire reali tempi di recupero di Cucinotti e Crucitti. La loro assenza pesa, ed anche tanto. Si è visto con chiarezza nel seconda tempo contro l’Acireale e, ancora, qualche giorno fa a Torre. A questo tema se ne innesta un altro, molto più ampio e controverso.

In uno spot: l’equilibrio della squadra. Questo fattore resta deficitario. I giallorossi concedono troppo nei 90’, al di là degli errori dei singoli e dei cali di concentrazione. La dinamica è strutturale e risiede nella stessa filosofia del mister. Inutile nasconderlo. Sull’altare del bel gioco, dello spettacolo, delle emozioni, si sacrifica il totem dell’equilibrio. In questo passaggio risiede tutta la complessità del momento giallorosso. A meno che gli attaccanti non diventino maggiormente prolifici e i difensori delle saracinesche. Ma la questione è pericolosa, e rischia irrorare quell’equivoco che invece va cancellato al più presto.

ANTONINO RASO (Quotidiano del Sud)

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