Dom. Mag 16th, 2021

” Sarà un filn che rappresenterà l’ Itala nel mondo e non solamente la Calabria. Il mio obiettivo è quello di raccontare un popolo e di fuoriuscire dalle solite etichette, ndrangheta compresa, che ci hanno sempre penalizzato”. Il regista calabrese Mimmo Calopresti parla così del suo ultimo film che sta girando ad Africo, Ferruzzano e d’introni, nella saletta della Libreria Mondadori stipata in ogni ordine di posti con molta gente che per un’ora e mezza ha seguito anche all’inpiedi la presentazione di ” Via dall’ Aspromonte”. Il film tratto ( molto liberamente – ha precisato Mimmo Calopresti – ) dall’omonimo romanzo di Pietro Criaco anche lui presente alla manifestazione unitamente al direttore editoriale della casa editrice Rubbettino, Luigi Franco. è stato fortemente voluto dal produttore Fulvio Lucisano, uno dei pionieri del Cinema italiano, che da tempo – ha confessato Lucisano che ha svelato molti dei retroscena che hanno portato alla realizzazione di Via Dall’ Aspromonte – voleva girare un film in Calabria ( Lucisano è anche di origini calabresi). ” Una sera gli ho portato da leggere il romanzo di Criaco e la mattina dopo mi ha chiamato per dirmi “facciamo subito questo film”. Calopresti svela anche un altro piccolo segreto: ” Pietro Criaco mi inseguiva già da tempo e anni prima mi aveva proposto un’altra opera molto pomposa e fortemente documentaristica che sono stato costretto a rifiutare. Ma lui ha insistito e, poi, si è presentato con il suo libro. Dopo averlo letto questa volta mi sono reso conto che la “storia” c’era e Lucisano che la vede lunga me lo ha confermato. In un anno siamo riusciti – cosa insolita per il cinema che ha tempi molto piu’ lunghi – ad aprire il set. Peraltro con grossi attori che stiamo abbinando a tantissime “comparse” che l’amico Lele Nucera ha scoperto con una serie di casting aperti nella Locride. Vedrete che sorpresa – aggiunge Calopresti – saranno l’anima del film”. Via dall’ Aspromonte ha tra i suoi principali protagonisti l’attore catanzarese Francesco Colella, presente pure lui alla presentazione, l’ormai noto attore di Melito Francesco Fonte, candidato al premio Oscar con il fortunato “Dogman”, valeria Bruni Tedeschi che interpreta una maestra del nord che arriva ad Africo a dorso d’asino , Sergio Rubini nel ruolo del boss di turno e l’attore locrese Marco Leonardi antagonista del boss. .Calopresti ha raccontato che, tra le altro cose, ha imposto agli attori di camminare a piedi nudi nel fango per significare la povertà povertà più nuda, quella vera che 70 anni fa pesava sulla terra teatro del film. “So che è difficile parlare senza retorica degli ultimi. ma la scommessa che facciamo con questo film è quella di far capire che Africo in quanto terra del Sud assomiglia nei suoi sogni e nelle sue sconfitte a tutte le periferie del mondo”, Calopresti, insomma, da Africo vuole lanciare un vero e proprio messaggio sociale. E non a caso una parte importante è stata affidata ai bambini, un buon gruppo dei quali era presente all’incontro moderato da Maria Teresa D’Agostino ed accompagnato da un interessante dibattito.

ARISTIDE BAVA

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