3 Dicembre 2020

 Spostiamoci da Reggio e, senza invidiare nulla alle altre Regioni d’Italia e Paesi d’Europa, la Nostra provincia può vantare luoghi e borghi affascinanti e di straordinaria bellezza. Quest’oggi parliamo di Stilo – (Stilu nella variante calabrese del siciliano, Stylon in greco-calabro). Stilo si trova ai piedi del Monte Consolino è tra i comuni Italiani inseriti nel circuito

 

dei borghi più belli d’Italia. Nelle vicinanze di Ferdinandea, il bosco di Stilo, un esempio tipico di bosco delle Serre calabresi, con abeti bianchi e faggi e con un ricco sottobosco con forte presenza di eriche e agrifogli. Il territorio si estende, con un sottile lembo, fino al mare in località Caldarella (Caddareda, in dialetto stilese). Secondo il Barrio e il Marafioti Stilo prende il nome dalla fiumara Stilaro e non viceversa come pensa l'Aceti, il quale ritiene che la città abbia ricevuto tale nome in virtù della conformazione a colonna, in greco: Stylon, del promontorio di Cocinto – attuale Punta Stilo- dove si trovava una volta il primo insediamento. Altri pensano si chiami Stylon – colonna-, per la forma del Monte Consolino sua attuale ubicazione. Le origini di Stilo sono legate alla distruzione durante il periodo greco da parte di Dionigi di Siracusa della città di Kaulon. Secondo Apollinare Agresta fu edificata in ben 3 luoghi diversi, di cui la prima volta nel promontorio di Cocinto, attuale Punta Stilo (da indagini subacquee effettuate negli anni ’39;80 sarebbe stata individuata l’area in cui sorgeva il Coynthum Promontorium citato nelle fonti greche, nel medioevosempre in quest’area sulla destra della fiumara Assi e infine sul Monte Consolino. In principio fu una città fortificata, un oppidum magnogreco di nome Consilinum o in greco Kosilinon (da kosi= villaggio e silinon = della luna). Stilo nel periodo del basso impero romano era considerata la Kaulonia italiota e successivamente cambiò il nome in Stilida. Stilida divenne parte dell’Impero Bizantino nel VI secolo. Stilida era situata nei pressi di Punta Stilo alla destra della fiumara Assi. Il 15 luglio del 982 subì danni a causa di una battaglia tra Ottone II e gli arabo-bizantini, vinta da questi ultimi. Sarà lungo il corso del medioevo che gli abitanti della costa andranno a vivere sempre di più verso l’interno creando i nuclei medievali degli attuali paesi della Vallata dello Stilaro come gli abitanti di Stilida che si sposteranno sul Monte Consolino e solo in un terzo momento dove si trova oggi Stilo. Nel IX secolo venne costruita la Cattolica di Stilo. Tra il 1065 e il 1071 Stilo resiste all’invasione Normanna. Ai tempi era definita oppidum, cioè città fortificata con cinte murarie. Vi erano 5 porte dìaccesso: Porta Stefanina, Porta Terra, Porta Reale, Porta Scanza li Gutti e Porta Cacari. Col periodo normanno Stilo diventa di Regio Demanio a differenza di altre città come Cotrone, Catanzaro e Gerace di proprietà di signori feudali. Conserverà questo privilegio fino nel XIV secolo quando Carlo V di Spagna gli revocherà i privilegi. Nel 1260, sotto Carlo I d’Angiò, la città di Stilo risulta Demaniale: il suo castello era munito di reale presidio contando per una delle principali fortezze della provincia. In età moderna, Stilo servì insieme ad altri paesi da baratto a Carlo V d’Asburgo che nel 1540 le vendette le terre demaniali perché serviva denaro per difendere  territori italiani dalle invasioni turche. Stilo finisce nelle mani del marchese Concublet di Arena. Altra curiosità su Stilo riguarda uno dei più noti filosofi italiani. Il 5 settembre 1568 nacque a Stilo il filosofo Tommaso Campanella. Nel 1575 il re di Spagna Filippo II restituisce il Demanio e la contea a Stilo. Sotto Filippo III avviene una ribellione capeggiata proprio da Campanella e soffocata dal governo spagnolo. Nel 1599 Tommaso Campanella organizza una rivolta contro gli Spagnoli. Nel 1783 un terremoto danneggia il borgo di Stilo. La cittadina venne saccheggiata dalle truppe francesi nel 1806. Dal 2000, si è ripresa la celebrazione del Palio di Ribusa che avviene ogni prima domenica di agosto. Dal 2009 il Castello normanno di Stilo è in restauro. Nel 2010 è stata restaurata la Cattolica. Nel settembre 2012 il Diving Center Punta Stilo scopre in località Boario del “Gran Bosco di Stilo” dei massi molto simili alle pietre neolitiche di Nardodipace con incisi desegni e forme geometriche, si attende uno studio approfondito dell’Università di Reggio Calabria. parlando dei monumenti e luoghi da vedere, Stilo nella sua storia ha annoverato ben 18 chiese, molte delle quali perdute dopo il terremoto del 1783. Abbazia di San Giovanni Theresti, Chiesa matrice (Duomo), Porta Stefanina Piazza Carnovale, Chiesa di San Francesco e monumento a Tommaso Campanella solo per citarne alcune. L’elenco è notevole e di grande interesse, e comprende anche la fontana dei delfini o Gebbia, opera araba che testimonia l’alleanza tra Bizantini e Arabi, rappresentati da due delfini intrecciati, per scacciare Ottone II di Germania da queste terre. Il Castello normanno di Ruggero II, Porta Stefanina uno degli antichi 5 ingressi di Stilo, accanto alla Chiesa di San Domenico, rimaneggiata nel Seicento era chiamata così perché confinava con il territorio del Convento di Santo Stefano del Bosco. Un borgo che custodisce un tesoro storico/artistico da far invidia.

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