Sab. Feb 27th, 2021

Un’inchiesta che ha sconvolto un’intera cittadina Taurianova svelando un intreccio perverso tra ’ndrangheta, politica e imprenditoria locale. 48 erano stati gli arresti avvenuti lo scorso dicembre nell’operazione “Terramara-Closed” a che ha portato alla sbarra, tra gli altri, un ex sindaco della città Domenico Romeo e un suo assessore Francesco Sposato. L’inchiesta della Dda di Reggio Calabria – sviluppata nell’arco temporale 2012/2016, con distinte indagini condotte dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri di Reggio Calabria – ha consentito di delineare e disarticolare gli assetti e l’operatività delle cosche Avignone-Zagari-Fazzalari-Viola cui sono collegati, con autonomia funzionale, i gruppi Sposato-Tallarida e Maio-Cianci attivi nell’area di Taurianova e nelle zone limitrofe. E proprio ad uno di loro, a Francesco Sposato, ex amministratore del comune nella giunta Romeo, accusato di associazione mafiosa è iniziato il processo a suo carico davanti al Tribunale di Palmi. Sposato ha deciso di essere processato con il rito immediato, per questo motivo la sua posizione è stata stralciata. Sposato, secondo gli inquirenti, era stato l’unico tra gli accusati di fare parte dell’omonima famiglia di Taurianova a rispondere nell’interrogatorio di garanzia professandosi innocente. Nel frattempo il pubblico ministero Giulia Pantano, sempre nell’inchiesta Terramara-closed, ha chiesto il rinvio a giudizio di 36 imputati coinvolti nell’operazione di un anno fa. Se il Gup di Reggio Calabria, davanti al quale si sta celebrando l’udienza preliminare, dovesse accogliere la richiesta del pm per gli imputati  il processo si celebrerà davanti al Tribunale di Palmi. Mentre gli altri 32 hanno già scelto il rito abbreviato come l’ex sindaco Romeo.

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