Lun. Mag 17th, 2021

Approvato il Collegato e le altre norme di bilancio. Il centrosinistra orfano di Oliverio ritrova compattezza. Voto contrario della minoranza. Stabilizzati i 287 “ex legge 28”. Esclusi i 4 “estranei”. Salta la riforma sanitaria. Minuto di silenzio per Megalizzi. Ok alla proroga del Piano casa

Nessuno scossone, con la manovra non si scherza mica. L’assenza di Mario Oliverio non ferma il consiglio regionale che, grazie alla ritrovata (ma per quanto?) compattezza del centrosinistra, approva tutte le leggi di bilancio inserite all’ordine del giorno. Ed è (per gli eletti) un bene, visto che senza il disco verde alla manovra la legislatura potrebbe essere sciolta anzitempo. Anche questa premessa spiega la sollecitudine di un’assemblea e di una maggioranza solitamente molto litigiose.
E allora via libera – con il voto contrario della minoranza – al Bilancio di previsione del Consiglio 2019-2021, al Collegato alla Manovra di finanza regionale, alla Legge di stabilità 2019 e al Bilancio di previsione della Regione 2019-2021.
La manovra è stata illustrata dall’assessore Maria Teresa Fragomeni. La presenza di tutti e sette gli assessori tecnici, incluso il vice e “reggente” Francesco Russo, non ha però contribuito a coprire il “vuoto” dello scranno principale, quello del governatore.

LA MANOVRA Prima della discussione sulla finanziaria, l’Aula ha osservato un minuto di silenzio in ricordo di Antonio Megalizzi, il giornalista di origini calabresi ucciso nell’attentato di Strasburgo. Poi il Consiglio ha affrontato le ripercussioni politiche dell’inchiesta che ha portato all’obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore del presidente.
Dunque, il bilancio, approvato senza particolari patemi. La manovra movimenta 6,2 miliardi di euro, di cui 3,7 (il 60%) destinati alla sanità, e prevede 782 milioni liberi da vincoli (12,7%). Rinviata, come da previsioni, la riforma sui super-ospedali, stralciata dal Collegato alla finanziaria.

STABILIZZATI IN 287 Non subisce battute d’arresto nemmeno il processo di stabilizzazione dei lavoratori di Calabria Lavoro “ex legge 28”. Il Consiglio ha approvato all’unanimità la delibera della giunta che però è stata modificata nelle cifre. Il provvedimento ha infatti autorizzato la trasformazione dei contratti da tempo determinato a indeterminato solo per i 287 precari storici del bacino. Sono stati insomma “tagliati” i quattro collaboratori “estranei” che erano arrivati in Regione in qualità di consulenti esterni e il cui inserimento nel processo di stabilizzazione non era contemplato nell’accordo con i sindacati (vi avevamo raccontato la storia qui). L’assessore al Lavoro Angela Robbe lo ha definito un «mero errore» e ha chiesto lo «stralcio dei quattro lavoratori» che «non hanno ancora maturato i requisiti per essere stabilizzati» (anche se, con una nota, il dipartimento Lavoro aveva assicurato il contrario). La «delicatezza» della vicenda, secondo Robbe, impone tuttavia «nuovi approfondimenti per evitare inutili e dannose penalizzazioni».
Caustico Fausto Orsomarso (FdI): «Insomma, avete sbagliato la delibera». Entusiasta, invece, Sebi Romeo (Pd): «Questa sarà ricordata come la legislatura delle stabilizzazioni». Anche per Orlandino Greco (“Oliverio presidente”) si tratta si una «svolta storica» che segna una differenza tra «chi vuole garantire il lavoro e chi ha utilizzato questi lavoratori per una manciata di voti in campagna elettorale».

IL DIBATTITO Quanto al bilancio, secondo lo stesso Orsomarso, «certifica il fallimento di questa azione di governo». Sulla stessa falsariga Gianluca Gallo (Cdl): «Credo che il fallimento politico-amministrativo sia ineluttabile, e di questo tutti i calabresi si sono resi conto. Per tenere unita la maggioranza, Oliverio ha concesso elargizioni per milioni di euro. Il tempo è finito, bisogna dare la parola agli elettori. Una stagione è conclusa».
«Oggi – dice Mimmo Bevacqua (Pd) – si vive un momento di difficoltà a causa di un bilancio completamente ingessato. La sfida è capire come incidere nei confronti della Comunità europea per evitare vincoli di gestione delle risorse. La battaglia per la sanità è quella di falla tornare alla competenza statale, bisogna uscire dall’equivoco in cui ci si trova in questo momento».
Duro Alessandro Nicolò (FdI): «Si tratta di un bilancio clientelare che risponde a una logica preelettorale. Avevamo già chiesto alla giunta di staccare la spina quando la maggioranza non aveva i numeri. Oggi le criticità tante volte richiamate sono sotto gli occhi di tutti». Baldo Esposito (Ncd) liquida la manovra con una battuta: «Manuale perfetto di chi vuol farsi male da solo».
A parere di Michele Mirabello (Pd), la manovra «riesce a contemperare il rigore contabile e il tentativo di dare risposte». Quanto alla riforma sui super ospedali, il presidente della commissione Sanità precisa «che aver espunto dal collegato la proposta è dimostrazione di grande senso di responsabilità». «La minoranza – gli fa eco Giuseppe Pedà (Cdl) – si è adoperata per evitare che una riforma epocale vedesse la luce senza il coinvolgimento delle parti interessate». Poi un attacco sulla mobilità: «Non c’è traccia del finanziamento del trasporto pubblico locale per le categorie deboli e della costruzione dei collegamenti viari capaci di togliere la Piana di Gioia dall’isolamento». Orlandino Greco, invece, difende la manovra: «La giunta è stata capace di portare il bilancio in equilibrio, mantenendo i servizi. Bisogna considerare il punto di partenza e le risorse disponibili».

GLI EMENDAMENTI BOCCIATI L’Aula dice no al contributo di 200mila per la ristrutturazione del Santuario di Sant’Umile di Bisignano (presentato da Gallo). Bocciato anche il contributo di 80mila euro per le terme di Antonimina-Locri e di Galatro (Pedà). Cassati i circa 20 emendamenti a favore dei Comuni del Reggino – alcuni molto esosi – presentati da Nicolò.

PIANO CASA Tra le misure approvate anche la modifica (proposta in modo bipartisan) al Piano casa regionale, il cui termine viene prorogato di altri due anni. La legge tornerà comunque in commissione per ulteriori miglioramenti. Concordi Tallini e Scalzo: «Darà ossigeno all’economia calabrese».

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