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Catanzaro, le «sfide» di Abramo per la Provincia del futuro

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Il presidente dell’ente intermedio ha presentato le linee programmatiche del suo mandato. Riflettori puntati su viabilità, scuole, partecipate e rapporti con i Comuni

Strade, scuole, il raccordo con i Comuni e la speranza di un “rinascimento” degli enti intermedi. Il presidente della Provincia di Catanzaro, Sergio Abramo, sindaco del capoluogo calabrese, ha presentato in consiglio provinciale le linee programmatiche del mandato 2018-2022. «Se, come tutti auspicano, ci sarà un ritorno a una piena operatività delle Province, la sfida da raccogliere sarà nel ricostruire le attività e le competenze di questi enti», ha sostenuto Abramo, che nella sua analisi è partito dalle difficili condizioni nelle quali le Province sono state relegate dalla famigerata riforma Delrio.

IL CAPITOLO STRADE Nel dettaglio dei punti programmatici, attenzione è stata riservata da Abramo al tema della viabilità, tema particolarmente importante visto che – ha ricordato nelle linee programmatiche – «la Provincia di Catanzaro gestisce 1.700 chilometri di strade». La sicurezza «sarà sempre al primo posto», ha rimarcato il presidente, per il quale «sembra che le politiche dei finanziamenti si orienteranno a finanziare interventi in tal senso» e quindi «sarà obiettivo prioritario ottenere il maggior numero di finanziamenti possibile». E ancora: «Gli anni dal 2014 al 2018 hanno visto un crollo esponenziale della possibilità di spesa corrente e, parallelamente, una perdita del 50% delle unità di personale dedicato alla viabilità. Tuttavia, sperando in nuove impostazioni che consentano un nuovo ritorno alla capacità di spesa corrente, la manutenzione ordinaria deve avere una priorità assoluta. Solo una manutenzione corretta può garantire due fattori: il rispetto dei minimi standard di sicurezza e la salvaguardia della strada rispetto ai danni che derivano dalla mancata o cattiva manutenzione». Quanto a nuove strade, secondo Abramo «l’attività si rivolgerà principalmente al completamento di alcuni importanti interventi già programmati da lunghi anni» come la Cropani-Statale 106, già finanziata, mentre «per il grande progetto della strada del Medio Savuto, la cosiddetta “strada che non c’è”, sono stati consegnati nei giorni scorsi i lavori per rendere funzionali i 9 chilometri di strada finanziati da decenni» e si assicura «l’impegno dell’ente di sollecitare continuamente la Regione e il Cipe per ottenere il finanziamento del completamento dell’opera», e ancora a breve ci sarà «la definizione della strada “Case Grimaldi-Germaneto”». Il presidente della Provincia ha poi evidenziato «l’obiettivo di incamerare le somme dovute come Tosap-Cosap ai sensi del Codice della strada, obiettivo, storicamente mai massimizzato, che potrà consentire un aumento rilevante delle entrate correnti».

IL CAPITOLO SCUOLE Altro capitolo delicato è quello delle scuole, in considerazione del fatto che la Provincia di Catanzaro gestisce 49 edifici. «Il nostro obiettivo è avere scuole moderne e sicure. Per le ristrettezze imposte dal governo, l’amministrazione provinciale di Catanzaro ha iniziato a fare la sua parte, rifiutando di stare con le mani in mano», ha spiegato Abramo che ha poi ricordato «il piano di razionalizzazione delle spese legato alla dismissione dei fitti superflui» finalizzato a «ridurre i costi per aumentare la capacità di investimento», piano che avrebbe già determinato un risparmio di 370mila euro annui. «Il recupero di risorse utilizzate, finora, per il pagamento di fitti non indispensabili è un passo che – ha rilevato Abramo – consente all’amministrazione provinciale di reinvestire i fondi in investimenti ritenuti importanti come la sicurezza nelle scuole». Inoltre «la Provincia aderirà alla manifestazione di interesse che sarà prossimamente indetta dalla Regione Calabria per la concessione di contributi finalizzati all’esecuzione di interventi di adeguamento alla normativa antincendio degli edifici scolastici», con la richiesta di circa 1 milione e 400mila euro, da destinare a 14 istituti del Catanzarese. Secondo il presidente della Provincia, poi, «il primo periodo dell’amministrazione sarà dedicato all’accelerazione delle procedure d’appalto degli interventi scolastici» per cui l’ente ha ottenuto finanziamenti da Miur e Regione ma la cui capacità ancora «non è stata all’altezza», e inoltre «sarà celermente implementata una programmazione generale con monitoraggio di tutti gli edifici per determinare un programma completo e di lungo periodo per l’adeguamento complessivo», perché «troppo spesso si è operato per risolvere problemi parziali e con “interventi tampone”».

SITUAZIONE PARTECIPATE Nelle linee programmatiche Abramo ha parlato di «una perdita di esercizio di 500mila euro e un’altra di oltre 31 milioni, registrate rispettivamente dalle società partecipate Lamezia-Europa e Corap», annunciando che «se queste società non fossero in grado di palesare con quale piano strategico intendono risanare i debiti accumulati negli anni» la Provincia non sarà disposta a una ricapitalizzazione che rischia di compromettere «in modo drastico il proprio bilancio».

IL RUOLO DEI COMUNI «Per la Provincia del futuro sarà quanto mai indispensabile condividere con i Comuni le scelte strategiche, e ai Comuni stessi spetterà un ruolo decisivo nel guidare l’ente provinciale nel lungo processo di riorientamento che si profila e verso le nuove sfide che ci attendono», ha poi aggiunto Abramo che ha ricordato di aver già «indicato agli uffici preposti la volontà di mettere in piedi la Stazione unica appaltante» che gestirà le gare soprattutto dei piccoli centri. La Provincia di Catanzaro poi – ha proseguito il presidente – «ha previsto l’attivazione, in collaborazione con il settore Politiche comunitarie del Comune di Catanzaro, di uno “Sportello Europa” da mettere a disposizione di tutti i Comuni della Provincia».

LA SFIDA DI ABRAMO In conclusione – ha scritto Abramo – «serve, oggi, che la politica lanci nuove sfide. Fermare il lento impoverimento dei servizi, e predisporne il rilancio, rappresenta una sfida impegnativa ma il nostro ente ed il nostro territorio vivono un momento tra i più complessi e drammatici e abbiamo il dovere di perseguire caparbiamente gli obiettivi. Difendere la nostra Provincia significherà contribuire a costruire un sistema equo, dove i territori montani, collinari e di pianura non debbano più sentirsi marginalizzati e dove il nostro capoluogo possa continuare ad avere quella dignità che affonda le sue radici nella storia di questa terra».

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