Mar. Mag 11th, 2021

Il procuratore capo della Dda di Catanzaro sull’operazione “Lande desolate”: «Una sola ditta per l’aerosuperficie di Scalea e l’impianto sciistico di Lorica». L’aggiunto Capomolla: «”Accollate” alla Regione il costo dei lavori»

«La prima anomalia che è saltata agli occhi è stata il fatto che una sola ditta si fosse presentata per la realizzazione dei lavori dell’aerosuperficie di Scalea e dell’impianto sciistico di Lorica. Tutti i dirigenti preposti all’istruttoria per reperire i fondi europei erano consapevoli che l’impresa Barbieri non aveva i fondi necessari per completare le opere». Lo ha detto il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri nel corso della conferenza stampa relativa all’operazione eseguita dalla Guardia di finanza di Cosenza e denominata “Lande desolate”. A coordinare le indagini un pool di magistrati, oltre al procuratore capo, gli aggiunti Vincenzo Luberto, Vincenzo Capomolla e i sostituti Camillo Falvo e Alessandro Prontera. Sullo sfondo c’è la realizzazione di tre importanti opere pubbliche: l’impianto sciistico di Lorica, l’aerosuperficie di Scalea e piazza Bilotti a Cosenza, tutti lavori portati avanti dalla ditta Barbieri. Per quanto riguarda le prime due opere, queste sono rimaste incompiute. «Le indagini – ha detto il procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla – hanno rivelato che le condotte degli indagati erano strumentali all’acquisizione di finanziamenti pubblici, a distogliere i fondi europei dalla loro destinazione ultima, la realizzazione dell’impianto di Lorica e l’aerosuperficie di Scalea». Il reato di falso si sarebbe concretizzato, hanno spiegato gli inquirenti, nelle mendaci attestazioni sullo stato di avanzamento dei lavori.

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