Gio. Gen 21st, 2021

I giudici amministrativi concedono la sospensiva ai quattro candidati interni che hanno fatto ricorso perché ritengono di essere stati scartati senza alcuna valutazione. L’iter per ora è congelato

È tutto congelato. Se qualcuno alla Regione Calabria pensava che i tempi tecnici di un ricorso al Tar avrebbero permesso alla macchina burocratica di andare avanti e selezionare un esterno a capo della Protezione civile, mercoledì ha ricevuto, proprio dal Tar, una doccia gelata. Il Tribunale amministrativo regionale ha infatti emesso un decreto attraverso il quale sospende gli effetti dell’avviso pubblico che consente alla Regione di scegliere un esterno all’amministrazione per ricoprire il ruolo di dirigente della Prociv.
Ma procediamo con ordine e raccontiamo tutta la storia. Il 7 novembre sul sito internet della Regione è stato pubblicato un avviso che apriva agli esterni all’amministrazione regionale la possibilità di fare domanda per andare a dirigere la Protezione civile regionale. Fino a qualche settimana fa l’incarico era stato ricoperto da un esterno, il geologo Carlo Tansi. Scaduto il mandato, per legge l’ente pubblico ha l’obbligo di indire un bando interno ai dirigenti della Regione. È una questione, anche, di economia contemplata dalla normativa visto che la nomina di un esterno implica una spesa maggiore per il bilancio regionale.

SCARTATI SENZA ISTRUTTORIA Le candidature interne ammesse erano quattro: gli ingegneri Pietro Cerchiara, Gianfranco Comito, Giuseppe Iiritano e Salvatore Siviglia. Mentre Iiritano, dirigente del dipartimento “Infrastrutture, Lavori pubblici, Mobilità”, è stato scartato con una valutazione considerata «sommaria e imprecisa ed affetta da evidente carenza istruttoria», per gli altri tre canditati ammessi non è stata fatta nessuna valutazione, nessuna istruttoria. «Nessuna istruttoria è stata invece mai realizzata e gli stessi erano e sono ancora in attesa di conoscere le ragioni giuridiche poste alla base di una loro (eventuale e inesistente) esclusione e/o inidoneità», scrive l’avvocato Giuseppe Pitaro nel ricorso presentato al Tar. Inoltre, fa notare il legale nel suo ricorso, la sera del 6 novembre scorso si è riunita la giunta regionale. Nel corso della seduta non è stata prodotta alcuna delibera sulla valutazione dei quattro dirigenti della Regione che partecipavano al bando interno, pubblicato dal dipartimento Personale della Regione Calabria, relativo al conferimento dell’incarico di direzione “Protezione Civile” (facente parte del dipartimento Presidenza della giunta regionale).

APERTURA AGLI ESTERNI E RICORSO Eppure, nonostante non sia stata prodotta alcuna delibera, quella seduta si è rivelata decisiva perché da un estratto del “processo verbale” della riunione (una sorta di “brogliaccio” della seduta), trasmesso dal segretario generale al dirigente del dipartimento Personale, si è passati subito a pubblicare un avviso di selezione esterna, che permette, quindi, di pescare anche tra gli esterni alla Regione il nuovo capo della Prociv. In tempo record, il 7 novembre, l’avviso appare sul sito della Regione.
Una procedura bollata come «illegittima» e contro la quale i quattro ingegneri, dirigenti della Regione, che avevano presentato la propria candidatura per la direzione della Prociv, hanno fatto un ricorso al Tar notificato il 12 novembre. I ricorrenti chiedono l’annullamento degli atti con cui la Regione Calabria ha indetto una procedura selettiva finalizzata alla copertura di un posto dirigenziale rivolta a soggetti esterni all’Amministrazione regionale. Nel frattempo i ricorrenti hanno chiesto, per ragioni di opportunità, anche la ricusazione del presidente di sezione. Il Tar ha così fissato un’udienza per il prossimo 7 gennaio per decidere sulla ricusazione. Rimaneva così sospesa la data della trattazione della domanda cautelare. Intanto, però, la selezione del dirigente esterno stava andando avanti. Anche perché, mentre la Regione ha affidato a Domenico Pallaria la dirigenza ad interim della Prociv, ha anche «raccolto le candidature dei concorrenti esterni e sta per procedere al conferimento dell’incarico all’esterno», scrive l’avvocato Pitaro che ha chiesto la sospensione, con decreto cautelare monocratico, dell’efficacia degli atti impugnati. Insomma ha chiesto al Tar di “congelare” l’iter di selezione fino a che vi è in sospeso il procedimento davanti al Tar. E in data 21 dicembre 2018 il giudice delegato ha accolto l’istanza e ha fissato per l’8 gennaio la data per la trattazione del procedimento. Gli esterni che hanno fatto domanda – tra i quali anche il geologo Tansi che rinnova la propria candidatura – dovranno aspettare. La storia su chi sarà il nuovo capo della Protezione civile Calabria è ancora tutta da scrivere.

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