L’allenatore Alessandro Caridi fa un bilancio al termine del girone di andata ed espone progetti e prospettive per la seconda parte del campionato.

 

Mister ha un bagaglio di esperienza notevole: ha infatti militato in squadre del calibro di Rende, Nocerina, Vibonese, Monopoli, Barletta e Vigor Lamezia. Si ritrova meglio nel ruolo di allenatore o di giocatore?
Beh in questo ruolo ho meno pensieri, perché da giocatore bisogna pensare a mettere in pratica in campo le direttive del mister, ci si deve impegnare per fare bene. Il mister non va in campo, ma dà delle soluzioni che bisogna poi realizzare. Deve stare nella testa di 20 ragazzi, del direttore, del presidente: l’allenatore deve pensare a tante cose. Il giocatore invece deve pensare solo a giocare, ma il suo ruolo è più importante dal mio punto di vista, perché, per quanto un allenatore possa dare delle direttive ed indicazioni, sono poi sempre i giocatori con le loro prestazioni a decidere la partita. Io ero già portato in campo a dirigere, a dare consigli, a parlare molto. Ero un difensore centrale, un regista difensivo. Visto questo ruolo e questo mio carattere mi è venuto facile fare l’allenatore.

Come ha trovato la squadra al suo arrivo e quali invece sono le sue condizioni di oggi?
Ho trovato una squadra messa bene in classifica, ma a livello mentale demotivata. Non lo capivo, perché i giocatori della Stilese possono dare tanto, in molti hanno anche giocato in categorie superiori. Nel calcio però non è sufficiente la bravura in campo, perché, pur avendo un parco giocatori importanti, la squadra effettivamente non riusciva a realizzare i risultati sperati. Questo non è sicuramente imputabile alla colpa né dell’ex allenatore, né dei giocatori: ci sono degli episodi che purtroppo spesso influenzano l’andamento delle partite e non si riesce quindi a realizzare gli obiettivi prepostisi. 

Cosa le ha chiesto la società nel momento in cui l’ha cercata?
Mi ha chiesto di fare gruppo, di coinvolgere anche la testa dei giocatori, chiaramente di fare maggior punti possibili. Non bisogna nascondersi, nei progetti iniziali la Stilese voleva essere la sorpresa della stagione, voleva condurre un campionato di vertice. Il San Luca poi ha spiazzato tutti, perché è una squadra molto forte anche in termini di risorse economiche. 

Nella ripresa del campionato incontrerete il Città di Rosarno. Come vede questa partita?
E’ una partita insidiosa, anche perché immediatamente successiva alle feste. Io dico sempre ai ragazzi che ogni partita è importante, in ogni partita bisogna dare il massimo, che si incontri la prima o l’ultima squadra in classifica. In effetti oggi ci ritroviamo a 5 punti dalla seconda e a circa 10 dalla prima perché purtroppo ci sono stati degli episodi che ci hanno fatto perdere dei punti importanti in casa e sono state sottovalutate determinate situazioni.

La squadra può ambire ad arrivare alla seconda posizione?
Noi faremo di tutto per vincere tutte le partite. Non posso sapere quanti punti faremo, anche perché l’andamento delle gare dipende da tantissimi fattori, soprattutto da chi le dirige. Ma io e i miei ragazzi daremo il massimo per realizzare gli obiettivi della nostra società!

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