Lun. Mag 10th, 2021

Lo scontro politico a cui siamo sottoposti ci ricorda tempi passati “mani pulite”.

È sicuramente non facile mettere le mani e portare alla luce quanto di non lecito e tuttavia presente.

“Errare humanum est”, dicevano i latini, dunque le persone di potere sono sempre esistite e sempre esisteranno.

Non siamo degli ingenui e nel pensare ad un mondo moderno e pulito facciamo riferimento a quanto la storia ci ha lasciato, ricordo che la storia la scrivono sempre i vincitori ed è ben noto che chi ha il potere tenta di portare l’acqua al proprio mulino.

In questi ultimi tempi non si fa altro che parlare di cambiamento ma queste parole se non riempite di progettualità e contenuti sono uguali a niente.

Io che non sono giovanissimo ho spesso sentito parlare di “carrozzoni”…ma vedi tu! Tutti quelli che li criticavano una volta al potere se ne appropriavano.

Ci vuole altro, ci vuole alterità e come leggiamo dal passato “la fantasia al potere”.

La fantasia può essere anche un’arma che mette i circuiti evolutivi del nostro cervello, oggi in stand by, a svegliarsi dal sonno dell’impotenza.

La sicurezza è per il mondo l’unica cosa che interessa la vita ed il suo sviluppo armonico.

I 43 morti del ponte Morandi non hanno voce ma ci chiedono di attivare la nostra voce e la sicurezza è il punto nevralgico su cui si dovrà fondare un potere che sa, un potere per fare.

Il poter fare è una scelta per noi basata sull’etica e la morale che danno certezza alle competenze, in atto spesso non volute e discriminate.

Conoscenza e professionalità collegata a quell’onestà “virtù” che gli uomini hanno devono essere la base su cui si può fondare in tutti i campi un nuovo modo di amministrare.

Mettere al centro la competenza collegata alla democrazia dell’azione, pur sapendo che spesso le competenze non sono neutre.

All’interno di Anas ci sono professionalità elevate, Ugo Dibennardo rappresenta professionalità, onestà e coerenza nell’agire.

Chi deve scegliere deve uscire dalla logora trama di chi vuole occupare centri di spesa, dai quali spesso se ne esce con un detto straordinario “non è detto che si voglia rubare ma i soldi hanno un difetto, si attaccano da soli alle mani”.

È molto triste constatare che ciò che si può fare spesso si rinvia.

Contestiamo a chi perde tempo che occorre far presto.

AB @ redazione@telemia.it 

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