Mer. Mag 12th, 2021

“La puntuale ricostruzione della genesi dei danari dell’assistito, non già dei flussi sarà la chiave che scioglierà la bolla. Nostro assistito che già in piena inchiesta aveva prodotto ampia documentazione a supporto delle proprie argomentazioni, non temendo le contestazioni”.

 

A Parlare è Alessandro Parrotta, penalista torinese difensore di Fiducia, insieme a Cosimo Albanese, di Antonio Scimone indagato per frode riciclaggio e usura nella gestione di imprese nazionali ed estere.

L’imprenditore calabrese era detenuto nel carcere di Prato quale “vero e proprio regista di un sistema incredibilmente complesso di società cartiere che emettevano false fatturazioni che permettevano di ripulire il denaro”.

Come aveva dichiarato il Procuratore Capo Cafiero De Raho, questo uno degli aspetti dell’inchiesta ‘Martingala’ le cui indagini da Reggio Calabria sono proseguite anche dalla Procura di Firenze, per lui i domiciliari a seguito di udienza del tribunale delle libertà.

cn24tv.it

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