Sab. Mag 8th, 2021

La sottosegretaria avrebbe declinato l’invito a parlare al telefono con il presidente. Che voleva spiegarle la situazione dei 4.500 lavoratori e la necessità dell’emendamento a loro favore. Magorno: «Il governo non si rende conto dell’importanza della questione»

Difficile dire se si tratti di una delle sue ormai proverbiali gaffe o di un gesto dettato dalla impreparazione sulla vertenza lsu-lpu. Fatto sta che la sottosegretaria all’Economia Laura Castelli ne avrebbe combinata un’altra delle sue. E stavolta la vicenda riguarda da vicino la Calabria, il suo presidente, Mario Oliverio, e i 4.500 lavoratori precari da vent’anni in attesa della stabilizzazione.
Castelli questa sera si sarebbe rifiutata di parlare con il governatore che, al telefono, voleva spiegarle la condizione dei lavoratori calabresi e la necessità delle misure per la loro stabilizzazione.
La commissione Bilancio del Senato ha infatti iniziato i lavori sulla manovra economica nella quale dovrebbe essere inserito il tanto agognato emendamento per gli lsu-lpu. Oltre a quelli presentati dal senatore del Pd Ernesto Magorno e da Leu, ce n’è uno che porta la firma di 14 senatori della maggioranza 5 stelle. In quest’ultimo emendamento sarebbero incluse le deroghe ai limiti sulla capacità assunzionale per il superamento del precariato. Il guaio è che la norma non prevede ancora le risorse necessarie per pagare gli stipendi degli lsu-lpu dopo la stabilizzazione.

LA TELEFONATA Oggi la commissione si è limitata solo a giudicare l’ammissibilità di tutti gli emendamenti alla manovra, la cui discussione dovrebbe iniziare domattina. Durante i lavori, tuttavia, Magorno, per mezzo di Antonio Misiani, capogruppo del Pd nella commissione Bilancio, avrebbe tentato di mettere in comunicazione telefonica il governatore calabrese e la stessa Castelli. Oliverio – secondo quanto trapela – aveva intenzione di spiegare alla sottosegretaria la situazione dei 4.500 lavoratori e di sollecitare un rapida risoluzione della vertenza da parte del governo. Solo che, quando lo stesso Misiani ha tentato di passare il telefono a Castelli, quest’ultima si sarebbe rifiutata di parlare con il governatore.

OLIVERIO SDEGNATO Oliverio, che segue dall’inizio la vertenza dei precari, non avrebbe preso affatto bene il gesto di Castelli. Chi ha avuto modo di parlargli nelle ultime ore, riferisce il suo forte sdegno nei confronti della sottosegretaria. «Nel corso della giornata ho interloquito ripetutamente con alcuni componenti della Commissione Finanze del Senato dove è in corso di esame la Legge di Bilancio, al fine di illustrare e sollecitare soluzione positive, relativamente al finanziamento del fondo di 50 milioni di euro per la stabilizzazione dei 4500 lavoratori ex Lsu-lpu della Calabria. Purtroppo, ho dovuto prendere atto della indisponibilità della Sottosegretaria, Laura Castelli, ad interloquire sulla problematica malgrado la sollecitazione di alcuni componenti della Commissione, tra i quali il senatore calabrese, Ernesto Magorno, che ringrazio per la sensibilità e l’impegno su questa drammatica questione sociale -spiega Oliverio-. Devo rilevare che l’atteggiamento poco Istituzionale della Sottosegretaria Castelli mi preoccupa perché rivelatore di un vuoto di proposta che potrebbe determinare una situazione davvero difficile per migliaia di famiglie e per centinaia di Comuni calabresi. È davvero incomprensibile ed ingiustificata la mancata conferma, dopo quattro anni, del fondo di 50 milioni a carico del bilancio dello Stato. Il rischio di alimentare tensioni sociali è altissimo. La Giunta Regionale della Calabria ha storicizzato con risorse proprie, del già esiguo, bilancio regionale, un fondo di 39 milioni di euro, al fine di proseguire e completare il processo di stabilizzazione.
Di fronte a questa situazione è necessario che la Calabria, a partire dai lavoratori interessati, assuma le iniziative di mobilitazione necessarie a difendere diritti già conquistati ed a impedire involuzioni e notevoli passi indietro».
«È evidente – spiega Magorno al Corriere – che il governo non ha le idee chiare. Non si rendono conto che non stiamo parlando di assistiti, ma di lavoratori e lavoratrici, la maggior parte dei quali lavora nei Comuni della Calabria. La Regione ha da tempo avviato le procedure per la loro stabilizzazione e oggi Oliverio avrebbe potuto spiegare tutto alla Castelli». Adesso non resta che vedere cosa succederà in commissione e, poi, in Aula.

Pietro Bellantoni

LSU/LPU. DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DELL REGIONE MARIO OLIVERIO

 

“Nel corso della giornata ho interloquito ripetutamente con alcuni componenti della Commissione Finanze del Senato dove è in corso di esame la Legge di Bilancio, al fine di illustrare e sollecitare soluzione positive, relativamente al finanziamento del fondo di 50 milioni di euro per la stabilizzazione dei 4500 lavoratori ex Lsu-lpu della Calabria.

Purtroppo, ho dovuto prendere atto della indisponibilità della Sottosegretaria, Laura Castelli, ad interloquire sulla problematica malgrado la sollecitazione di alcuni componenti della Commissione, tra i quali il senatore calabrese, Ernesto Magorno, che ringrazio per la sensibilità e l’impegno su questa drammatica questione sociale.

Devo rilevare che l’atteggiamento poco Istituzionale della Sottosegretaria Castelli mi preoccupa perché rivelatore di un vuoto di proposta che potrebbe determinare una situazione davvero difficile per migliaia di famiglie e per centinaia di Comuni calabresi

È davvero incomprensibile ed ingiustificata la mancata conferma, dopo quattro anni, del fondo di 50 milioni a carico del bilancio dello Stato. Il rischio di alimentare tensioni sociali è altissimo. La Giunta Regionale della Calabria ha storicizzato con risorse proprie, del già esiguo, bilancio regionale, un fondo di 39 milioni di euro, al fine di proseguire e completare il processo di stabilizzazione.

Difronte a questa situazione è necessario che la Calabria, a partire dai lavoratori interessati, assuma le iniziative di mobilitazione necessarie a difendere diritti già conquistati ed a impedire involuzioni e notevoli passi indietro”.

 

GERARDO MARIO OLIVERIO

PRESIDENTE DELLA REGIONE CALABRIA

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