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PROTESTA LPU-LSU: OGGI LA MANIFESTAZIONE, DA VILLA SAN GIOVANNI A ROMA

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Sono 4500 i lavoratori calabresi che aspettano una risposta dal governo per poter continuare a prestare il loro lavoro nella pubblica amministrazione.
In relazione alla mancata stabilizzazione dei lavoratori Lpu-Lsu calabresi, il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, su richiesta dell’Assemblea legislativa di palazzo Tommaso Campanella, ha rivolto una comunicazione urgente, trasmessa al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, riferendogli che il Consiglio regionale della Calabria che presiede ha conferitogli all’unanimità il mandato di scrivere al Presidente Conte in modo da sollecitare il suo intervento in ordine alla stabilizzazione della platea del lavoratori Lpu-Lsu impegnati nelle amministrazioni e negli enti locali della Regione Calabria. “La mancata previsione, nella Legge di bilancio dello Stato per il 20192, spiega Irto,”della posta di 50 milioni di euro l’anno, che le precedenti leggi finanziarie nazionali avevano garantito dal 2014 al 2018, e la mancata deroga alle norme sul blocco delle assunzioni, impediranno la stabilizzazione di questi lavoratori. Saranno così vanificati gli sforzi prodotti fino a oggi dallo Stato e dalla Regione Calabria”.
Con le deroghe inserite nell’emendamento del Governo vengono superati i problemi tecnici per la stabilizzazione di tutti gli ex Lsu-Lpu.
Rimane però il problema delle coperture finanziarie: senza soldi i Comuni non possono comunque procedere alle stabilizzazioni. Sono stati invitati, dunque, tutte le lavoratrici e i lavoratori a partecipare alla manifestazione regionale, tenutasi precedentemente a Villa San Giovanni, decidendo poi di spostarsi in data odierna a Roma per protestare . Oggi manifesteranno davanti al Senato dove si decide il loro futuro. La Commissione di Bilancio di Palazzo Madama dovrà approvare la manovra economica e ancora non c’è certezza sugli emendamenti presenti e finalizzati a garantire la stabilizzazione di questi lavoratori o, almeno, il rinnovo dei loro contratti per un altro anno.

MARCELLA MESITI|redazione@telemia.it

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