Lun. Mag 17th, 2021

Sono stati due i pentiti che si sono autoaccusati, dichiarando alla Procura Distrettuale Antimafia le dinamiche e i responsabili dell’omicidio di Giuseppe Canale.
Il Pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia, Sara Amerio ha condotto la propria requisitoria con il massimo della severità chiedendo davanti al gup la “condanna alla penna dell’ergastolo” nei confronti di Salvatore Callea, Filippo Giordano, Sergio Iannò, Cristian Loielo, Domenico Marcianò, Giuseppe Germanò, Antonio Crupi.
Una pesante richiesta di condanna, anche se non sarà carcere a vita, è stata data a Nicola Figliuzzi, condannato a 14 anni di reclusione, riconoscendone la diminuente per aver collaborato con la giustizia. 18 anni invece per Diego Zappia a cui non è stata riconosciuta la diminuente per la collaborazione ma si tratta di attenuanti generiche.
Una storia che si ripete. Diventato scomodo e ingombrante tra gli emergenti delle ‘ndrine di Gallico, è stato inseguito ed ammazzato in pieno giorno il 12 Agosto 2011 in Via Anita Garibaldi nella stessa frazione di Reggio, queste furono le sorti di Giuseppe Canale. Un delitto che, secondo la ricostruzione della Direzione Distrettuale Antimafia venne consumato in risposta all’omicidio di Domenico Chirico, uno dei referenti del cartello “Condello”, eliminato neanche un anno prima.
I Carabinieri hanno smantellato la presunta cellula di ‘ndrangheta che operava a Gallico facendo luce sul delitto Canale, che avrebbe pagato con la vita l’accusa di essere stato uno degli artefici dell’uccisione di Domenico Chirico.

MARCELLA MESITI|redazione@telemia.it

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