Mer. Mag 12th, 2021

Si riapre il fascicolo della tragedia sull’Hotel Rigopiano e questa volta a spuntare, tra gli altri, è un nome vicino alla realtà della Locride. Tra i 7 indagati della Procura di Pescara, infatti, c’è anche Sergio Mazzia, viceprefetto ora in carica a Crotone e presidente della commissione straordinaria del Comune di Marina di Gioiosa Jonica. Il comune di Gioiosa era stato sciolto nel 2017 per infiltrazione mafiosa e ora proprio il capo della triade commissariale posta alla guida del comune gioiosano, Mazzia appunto, figura nel nuovo fascicolo pescarese.
Accanto a lui il viceprefetto Salvatore Angieri, ora a Macerata e i dirigenti della Prefettura di Pescara Ida de Cesaris, Giancarlo Verzella, Giulia Pontrandolfo e Daniela Acquaviva.
L’accusa sarebbe quella di reato di frode in processo penale e depistaggio per aver occultato il brogliaccio delle segnalazioni del giorno 18 gennaio alla Mobile di Pescara; occultazione finalizzata a nascondere la chiamata di soccorso fatta alle 11.38 dal cameriere Gabriele d’Angelo al centro coordinamento soccorsi. Il cameriere, poi rimasto ucciso nella valanga, avrebbe chiamato anche il Coc di Penne (Pescara) per chiedere, si presume, l’evacuazione della struttura dopo le scosse di terremoto che avevano interessato la zona. Una telefonata di cui aveva parlato anche un servizio di Rai Regione ai primi di novembre.
Su tale vicenda stavano già indagando i Carabinieri Forestali di Pescara dopo l’acquisizione di un’inedita conversazione tra un carabiniere della sala operativa di Pescara e la funzionaria della prefettura Daniela Acquaviva. Nella telefonata la funzionaria, proprio in riferimento alla telefonata pervenuta da Gabriele D’Angelo, riferiva che l’intervento su Rigopiano era stato già fatto in mattinata.
Ma prima delle nuove verifiche sui tabulati, della telefonata tra D’Angelo e la Prefettura non c’era notizia. Perchè, dunque, la Prefettura avrebbe nascosto una telefonata che probabilmente avrebbe potuto cambiare l’esito degli eventi? Su questo indagano il Procuratore Capo di Pescara Massimiliano Serpi e il pm Andrea Papalia con i Carabinieri Forestali del tenente colonnello Annamria Angelozzi. Il plauso per il lavoro svolto dalla Procura è venuto inoltre dal legale della famiglia D’Angelo, Emanuela Rosa.

FRANCESCA CLEMENO|redazione@telemia.it

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