Sanità, l’eredità choc di Scura: «Aumento delle tasse e blocco assunzioni»

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Il tavolo interministeriale che monitora il sistema sanitario boccia l’operato dell’ex commissario: «Disavanzo di 160 milioni, si presentano le condizioni per l’incremento delle aliquote e lo stop al turnover». Rilevate «gravi carenze» in relazione ai Lea. Tante grane per Cotticelli

Dieci anni di commissariamento non sembrano essere serviti a niente. La sanità calabrese è in una crisi forse ancora più drammatica rispetto al 2009, anno in cui è stato avviato il Piano di rientro dal debito. L’ultimo verbale del Tavolo Adduce, relativo alla riunione del 15 novembre scorso, tratteggia una situazione preoccupante per l’intero settore sanitario e per tutti i calabresi, che potrebbero essere costretti a pagare ancora più tasse a fronte di un servizio comunque al di sotto degli standard minimi richiesti.
Il documento ratificato dall’organo interministeriale che vigila sul Piano di rientro calabrese è il testamento choc dell’era Scura, il commissario regionale di recente sostituito con il generale dei carabinieri Saverio Cotticelli.
L’eredità dell’ingegnere che ha retto le sorti della sanità per tre anni è pesantissima, secondo il Tavolo Adduce, che sottolinea le «gravi carenze emerse nel corso della riunione» e rileva «una situazione complessiva regionale fortemente critica relativamente all’erogazione delle prestazioni comprese nei livelli essenziali di assistenza, alle procedure di pagamento dei debiti pregressi, ai tempi di pagamento dei fornitori, al disavanzo che si starebbe profilando per l’anno 2018».

CONTI SBALLATI Il punto più preoccupante è proprio quello dei conti, ormai sempre più sballati. La grave crisi finanziaria potrebbe infatti dare la stura a nuovi giri di vite, che avrebbero come conseguenza l’aumento delle tasse dei calabresi e il contestuale blocco del turnover, da cui deriva un minor numero di medici e infermieri nelle corsie degli ospedali. È questa la china verso cui si sta avventurando la Calabria, e il Tavolo Adduce mette in guardia dai possibili rischi. «Sembrerebbe profilarsi – è scritto nel verbale – un disavanzo sull’anno 2018 superiore ai 160 milioni di euro, non coerente con le coperture preordinate dal Piano di rientro, pari a circa 100 milioni di euro». I tecnici dei ministeri ricordano quindi che «se tale proiezione dovesse confermarsi, si presenterebbero le condizioni per l’ulteriore aumento delle aliquote fiscali dello 0,15% e dello 0,30% rispettivamente di Irap e addizionale regionale all’Irpef, oltre che il blocco totale del turnover del personale del Ssr e il blocco dei trasferimenti non obbligatori del bilancio regionale fino all’anno successivo a quello di verifica».
Insomma, uno scenario traumatico che, qualora dovesse diventare realtà, riporterebbe la Calabria alle stesse – se non peggiori – condizioni di dieci anni fa, quando iniziò il commissariamento “lacrime e sangue” della sanità regionale.
Per evitare un simile epilogo, il Tavolo ha invitato la struttura commissariale «a monitorare la spesa delle aziende sanitarie per l’anno 2018 e ad attuare gli interventi necessari al contenimento del disavanzo che si sta prospettando». Scura, però, non è più nelle condizioni di rimediare. Dovrà pensarci Cotticelli.

LA GRAVOSA EREDITÀ Il generale scelto dal governo gialloverde avrà molte altre grane da risolvere. Il Tavolo ha evidenziato la «situazione critica» degli investimenti anche in relazione alla realizzazione dei nuovi ospedali calabresi. «Importanti criticità» sono state inoltre riscontrate in merito «alla gestione finanziaria del servizio sanitario, in considerazione dell’importante valore dei crediti verso la regione ancora presente, alla dimensione della liquidità ferma presso le aziende, all’ingente quantità di debiti, che non presentano apprezzabili riduzioni, e all’aumento dei debiti verso l’istituto tesoriere». Senza dimenticare «i ritardi patologici nel pagamento dei fornitori».
Cotticelli si insedierà subito dopo l’Epifania: a occhio e croce, per lui non sarà un 2019 facile.

Pietro Bellantoni

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