Sapia e Nesci (M5S) contestano il riassetto delle aziende sanitarie proposto da Oliverio, “progetto di legge sbrigativo, mantiene al potere una burocrazia obbediente in vista delle regionali”

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«Insieme ai propri accoliti il governatore Oliverio sta illudendo i calabresi con uno sbrigativo progetto di legge, del quale vuole l’approvazione immediata, di riassetto delle aziende del Servizio sanitario regionale. Il progetto è mutuato da una nostra proposta dal basso, depositata nel dicembre 2016 con oltre 5mila firme, che il Consiglio regionale non ha mai voluto discutere e sviluppare, con la scusa del commissariamento per il piano di rientro». Lo affermano, in una nota, i deputati M5s Francesco Sapia e Dalila Nesci, della commissione Sanità, che ricordano: «Come noto, dapprima la nostra proposta è stata redatta dal dottore Gianluigi Scaffidi, che l’ha poi inviata a tutte le forze politiche, rimaste insensibili a esclusione del Movimento 5stelle. In seguito noi l’abbiamo strutturata attraverso la rete, anche con il contributo fattivo del dottore Tullio Laino, consapevoli della necessità di una lunga messa a punto per tutte le questioni tecniche, tutt’altro che semplici. Il Consiglio regionale della Calabria non ha più mandato avanti tale proposta, ritenendola incompatibile con il regime commissariale, come riferito dal presidente Nicola Irto al nostro collega deputato Giuseppe d’Ippolito». «Con l’attuale mossa del cavallo, Oliverio – proseguono i parlamentari – mira a recuperare voti dopo aver gettato nell’abisso la sanità calabrese, intanto con nomine illegittime o discutibili dei vertici delle aziende sanitarie, due delle quali sono peraltro sotto accesso antimafia. Ricordiamo che 7 aziende su 9 non hanno raggiunto l’equilibrio di bilancio. Ciononostante, la decadenza dei rispettivi direttori generali, benché prevista dalla legge, non è mai stata avviata dalla Regione. Se non bastasse, nelle Asp di Crotone, Vibo Valentia, Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria si sono registrati abusi a cielo aperto o pesantissime inefficienze. Inoltre l’Azienda ospedaliero-universitaria catanzarese riceve dal 2012 un illegittimo surplus di finanziamento regionale di circa 10 milioni all’anno, alla faccia del piano di rientro». «Per mantenere al potere – incalzano i 5stelle – una burocrazia obbediente in vista delle elezioni regionali del 2019, nel disegno di legge di Oliverio e soci rimangono 5 aziende sanitarie territoriali. Noi ne avevamo invece ipotizzato 3, con conseguenti, significativi risparmi e vantaggi, definito ogni aspetto correlato. Per il resto Oliverio e sodali riprendono il nostro testo, in cui si contemplano tre aziende preposte alla sola gestione degli ospedali». «La vicenda – concludono Sapia e Nesci – conferma che il governatore non ha alcuna vergogna, ignorando del tutto le firme e la volontà dei calabresi».

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