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Ultimatum di Toninelli a Mct: «Investimenti o via da Gioia Tauro»

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Il ministro: «Il bilancio della visita non è positivo. La situazione del porto è un disastro». E dà un mese di tempo al terminalista: «Abbiamo altri gruppi interessati»

«Il bilancio della visita non è certamente positivo, ma vogliamo guardare avanti in maniera positiva». Lo ha detto il ministro dei trasporti e delle infrastrutture, Danilo Toninelli, oggi in visita al porto di Gioia Tauro. Toninelli è salito a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera dove ha incontrato i giornalisti. «La Calabria – ha proseguito Toninelli – non ha le infrastrutture minime sufficienti per far vivere serenamente i cittadini e far lavorare serenamente le imprese, dobbiamo quindi far di più. Oggi, a differenza di prima, il governo c’è e vuole utilizzare i soldi che si sono meglio di prima. Sappiamo perfettamente che qua – ha proseguito – c’è un modo di fare clientelare e un modo di fare dell’attività della criminalità organizzata. Se noi portiamo legalità significa che utilizziamo meglio i soldi che già ci sono e questo significa che li possiamo spendere meglio. Lo faremo nel porto di Gioia Tauro, lo faremo negli aeroporti, lo faremo nelle strade e nelle autostrade. Ho visitato tantissimi cantieri con Anas, alcuni dei quali stanno andando avanti bene, altri magari un po’ meno. Tornerò a febbraio – ha annunciato il ministro – per fare il punto della situazione».

ULTIMATUM A MCT Il ministro ha approfondito poi le questioni riguardanti Gioia Tauro: «Oggi incontrerò molti interlocutori del porto, dai lavoratori in su, ovviamente va presa per i capelli la situazione del porto: meno 16 per cento i container nel 2017 – ha detto –. È un disastro, siamo già a meno otto in questo nel primo semestre. Non si può andare avanti in questa maniera». Toninelli ha risposto alle domande dei giornalisti a bordo della nave Diciotti. «Ci sono responsabilità? Sì – ha proseguito – ci sono responsabilità, nella convenzione che è stata stipulata c’erano degli impegni seppur di principio di investimenti che non sono stati fatti. Abbiamo incontrato questi interlocutori la settimana scorsa, abbiamo dato un ultimatum, un mese. In questo mese ci devono dare delle risposte chiare, se non ci venissero date le risposte chiare in termini di investimenti significa che dovremo intervenire con una revoca graduale delle concessioni. Non c’è alternativa, abbiamo già investitori che bussano alla porta al governo, se quelli che già ci sono e hanno le concessioni (si riferisce agli accordi con il terminalista Mct, ndr) non vogliono rispettare gli investimenti promessi, evidentemente revocandole gradualmente le daremo ad altri e penso – ha concluso il ministro – che rilanceremo il porto di Gioia Tauro».

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