GIOIOSA JONICA: 167° MIRACOLO DI SAN ROCCO

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Una bella festa, intensa dove l’evidenza immediate e visibili sono state le preghiere, i canti, le musiche della Banda Rossini, i suoni tipici dei taburinari di San Rocco (mancavano da tempo immemorabile dalla festa di Gennaio…un recupero importante..), dai meravigliosi piccini agli ordinatissimi e puntuali adulti.

Ma oltre queste “visibilità materiali”, attenzione, ci sono state le due omelie, di Padre Giuseppe e di Don Francesco Passarelli (che tra l’altro ha avuto anche il compito di condurre le giornate del triudo in preparazione alla festa religiosa) che sono di una intensità enorme, significative e con messaggi ed incitamenti alla cristianità attualizzati.
Li riportiamo per avere una più diretta e facile lettura dei passaggi che abbiamo ritenuto di inserire nel filmato, ma andrebbero ascoltate per intero..

Padre Giuseppe: LA CARITA’
“Chi porteremo in processione ? LA CARITA’ ! La Carità. Anche San Rocco, sposo di Cristo, E’ LA CARITA’ ! Questo amore ha plasmato la carità che ha caratterizzato la sua esistenza e di cui ancora voi continuate a ricevere benefici. Voi siete i fratelli di questa Carità e il sudore che ha caratterizzato questa Statua, questo simulacro, questa immagine, è stato il sudore della Carità. Con trionfo, con gioia, con riconoscenza, con il cuore gonfio di gratitudine. LO AMATE ? ONORATELO ! ”

Don Francesco Passarelli: NON SI PUO’ NEGARE CHE CI SIA STATO L’OLOCAUSTO, ATTENTI AI VENTI CHE COVANO COME LA BRACE SOTTO LA CENERE, VENTI CHE RITORNANO, NOI CRISTIANI DOBBIAMO ACCOGLIERE. SOLIDARIETA’ AL RISTORATORE DELLA COLLINETTA.
“Non possiamo correre il rischio di cadere nella tentazione della negazionismo, perchè dovete sapere che ancora ci sono persone che negano che è avvenuta la Shoah, oggi queste persone negano che sia avvenuto questo genocidio. Attenti perchè oggi certi venti stanno per ritornare, sono come le braci sotto la cenere, ma stanno ritornando. A noi il compito di accogliere, perchè se come cristiani non accogliamo l’altro, il povero, chi viene da lontano (i migranti), non ha senso festeggiare nessuna festa, perchè il primo ad accogliere è stato San Rocco.
Oggi più che mai dobbiamo essere vicini anche al ristoratore della Collinetta, non possiamo esimerci dal condannare certe minacce come cristiani, dobbiamo testimoniare la nostra coerenza e libertà, non si può minacciare di morte chi lavora, questo San Rocco non lo vuole, non lo vuole Gesù Cristo, non lo vuole nessuno…”.

Nel servizio le interviste a Nicholas Sfara, referente dei tamburinari, a Domenico Agostino rappresentante degli Amici di San Rocco di Burzolo Torino, di Rocco Romeo priore della Confraternita S. Rocco di Casignana e del Sindaco Salvatore Fuda.

VINCENZO LOGOZZO

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