“BACIO A GESU’ BAMBINO”, CERIMONIA MOLTO PARTECIPATA, AL SANTUARIO NOSTRA SIGNORA DELLO SCOGLIO

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“Gloria a Dio nel più alto dei cieli, e pace in terra agli uomini e alle donne che Dio ama.” Con queste parole, pronunciate dagli angeli nella Notte Santa in cui è nato il Redentore, Fratel Cosimo, iniziando la sua evangelizzazione,  si è rivolto alle tante persone, provenienti anche da altre regioni, nonostante la neve e il gelo, che stanno interessando gran parte delle Regioni Meridionali, presso il santuario diocesano, da lui fondato, a Santa Domenica di Placanica e dedicato a “Nostra Signora dello Scoglio”. La partecipata funzione del “Bacio a Gesù Bambino”, ha sempre luogo a gennaio, presso il rinomato santuario dove, come ribadito dal coordinatore generale, il dottore Giuseppe Cavallo, viene celebrata la Santa Messa tutti i giorni, alle ore 17:00 e la domenica, oltre che nel pomeriggio, anche al mattino, alle ore 11:00.  Nel porgere il saluto di benvenuto, ai tanti pellegrini giunti sabato 5 gennaio, a Santa Domenica di Placanica, Fratel Cosimo ha ricordato che  il primo sabato del mese di gennaio nel  Santuario si celebra sempre la solennità dell’Epifania del Signore con il consueto e tradizionale bacio a Gesù Bambino. “Ci siamo per caso chiesti cosa significa la parola Epifania?” – ha espresso Fratel Cosimo durante la propria evangelizzazione – “Epifania significa “manifestazione del Signore”, oppure possiamo dire “rivelazione”. Troviamo scritto nella Lettera agli Ebrei c. 1 v. 1 – 2: “Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, cioè con la manifestazione di Gesù Bambino”. Infatti con la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme, è apparsa la grazia di Dio, apportatrice di pace e di salvezza per tutti gli uomini. A presiedere la solenne concelebrazione eucaristica, essendo il Vescovo, monsignor Francesco Oliva, impegnato in altra sede, è stato padre Rocco Spagnolo, superiore della comunità dei missionari dell’evangelizzazione, fondata dal compianto sacerdote padre Idà, per il quale, tra l’altro, è in corso il processo di beatificazione. Dell’attiva comunità tra l’altro, fanno parte il rettore del santuario, padre Raffaele Vaccaro e il vice rettore, padre Michele Tarantino. Padre Spagnolo, rinomata figura religiosa di elevata cultura e spiritualità, nel corso dell’omelia, ha, senza peli sulla lingua, e con autorevolezza evangelica, ha parlato delle diverse mentalità che stanno caratterizzando, purtroppo, l’epoca moderna. In effetti, ha portato l’esempio delle due mentalità, mondana e cristiana, rispetto alla visione dell’Epifania. Il noto religioso ha, infatti, detto: “Mentre la mentalità mondana predica che l’Epifania tutte le feste porta via, la mentalità cristiana fa, invece,  iniziare proprio con l’Epifania un nuovo cammino. Quello dell’incontro con Cristo” – ha proseguito don Spagnolo – “I Magi” – ha aggiunto – “sono tutti coloro che seguono la luce di Cristo, modelli di tutti i cercatori di Dio. Come i magi dobbiamo metterci in cammino seguendo la luce e dobbiamo cercare l’incontro con Gesù. Avendo il coraggio di andare anche controcorrente. Infatti, se il mondo ammette leggi e consuetudini che vanno contro la dottrina cattolica e il Vangelo dobbiamo avere la schiena dritta e dire dei no.” A tal proposito, ha portato, quali esempi, la convivenza prima del matrimonio, le unioni tra persone dello stesso sesso ecc.. Riagganciandosi, poi,  alla precedente riflessione di Fratel Cosimo, ha esortato i fedeli a ritrovare vivacità e freschezza. Quella evangelica. “Dire e testimoniare la verità è la nostra missione” – ha chiosato,  asserendo, poi, che “Nonostante il periodo, la Chiesa non è in saldo né si svende, non solo, annacquare il Vangelo per renderlo più accomodante non serve. Il Vangelo deve essere vissuto e non solo predicato. Dobbiamo essere testimoni coerenti. Dio desidera che noi lo desideriamo e s’inginocchia addirittura davanti agli uomini per chiedere il permesso di poter entrare nella nostra vita e abbracciare il nostro amore. Come l’incontro con la persona amata trasforma la vita anche l’incontro con Cristo lo fa. Allora possiamo dire che solo chi lo ha incontrato veramente è può dirsi trasformato.  I cattolici devono accettare di essere minoranza ma mai insignificanza. Come il sale devono dare sapore alla società.  Come duemila anni fa anche Cristo oggi si trova al freddo e al gelo nei tabernacoli, dove nessuno, o pochi, sentono l’esigenza di stare in adorazione.  Infine, ricorda che se noi avessimo l’ardire e il coraggio di vivere in pienezza il Vangelo nessuno potrebbe contrastare la forza dei cristiani.” L’omelia di padre Rocco, eloquente e precisa dottrinalmente e teologicamente, è stata, come sua consuetudine, effettuata in modo fluente e deciso, a braccio, con una vibrante tensione ideale che ha riscosso il consenso generale, a cominciare dai sacerdoti presenti, da Fratel Cosimo e dal popolo devoto mariano convenuto al santuario diocesano. Da evidenziare, infine, l’ottima animazione liturgica, a cura delle Piccole Gocce, coro cauloniese, diretto magistralmente dalla bravissima maestra Lalla Audino.

L’altare delle celebrazione

Padre Rocco Spagnolo

Padre Rocco durante l’omelia

Da sinistra, in foto. il rettore, padre Vaccaro; Fratel Cosimo e padre Spagnolo

Il vice Rettore Padre Tarantino, con padre Rocco e padre Raffaele

da sinistra, in foto: il dottore Giuseppe Cavallo, Fratel Cosimo Fragomeni, padre Rocco Spagnolo e il sindaco di Placanica, avvocato Antonio Condemi

I confessionali all’interno del santuario

Il coro delle Piccole Gocce

La direttrice del coro, la Maestra Lalla Audino

Il bacio a Gesù Bambino

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