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BOCCIA A REGGIO CALABRIA: AL SUD CANTIERI, NON SUSSIDI

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Un intervento diretto e senza giri di parole, ha parlato forte e chiaro ieri il presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia che ha preso parte all’assemblea pubblica e conclusiva di Unindustria Calabria nella città metropolitana. Accanto a lui all’iniziativa dal titolo “Crescite. Dalla visione al progetto” coordinata dal direttore di Unindustria Calabria Rosario Branda hanno partecipato anche Natale Mazzuca, presidente di Unindustria Calabria, Giuseppe Nucera, presidente di Confidunstria Reggio Calabria, Giuseppe Falcolmatà, sindaco della città metropolitana, l’Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova Giuseppe Fiorini Morosini e Roberto Musmanno, assessore regionale alle infrastrutture.
“La questione meridionale non si risolve con il reddito di cittadinanza”, ha esordito Boccia; “il Sud ha bisogno di infrastrutture, di riaprire i cantieri e di attivare un tavolo sull’emergenza lavoro”. Un discorso intriso di realtà e sorretto da due capisaldi, la crescita e il lavoro, in cui il ruolo da protagonista spetta ai giovani calabresi. “Occorre aprire i cantieri, investire in infrastrutture, ripartire dalle grandi opere, utilizzare gli oltre 20 miliardi di risorse disponibili che da soli genererebbero 400mila posti di lavoro” ha continuato così Boccia che dalla punta dello Stivale ha criticato la “politica dei sussidi” del governo Salvini-Di Maio; “su 276 regioni dove Calabria e Sicilia occupano rispettivamente il 275/mo e il 276/mo posto, noi individuiamo nel reddito di cittadinanza l’idea che un giovane possa rinunicare a due, tre proposte di lavoro per non avere più diritto al sostegno. Questo, in Calabria, dove se ti arriva una proposta di lavoro è un miracolo”.
Con lo stesso pragmatismo ha poi parlato del porto di Gioia Tauro, indicandolo come una grande risorsa del nostro territorio: “E’ una punta avanzata nel Mediterraneo e non solo. Ricordiamoci che dopo il Mediterraneo c’è l’Africa. L’Italia deve diventare non la perifieria d’Europa ma centrale nel Mediterraneo. Per esserlo Gioia Tauro può giocare una grande partita”.
Ma il numero uno degli industriali italiani non ha lesinato il suo parere anche su altri grandi temi del paese; prima il regionalismo differenziato per cui sarebbero necessarie clausole di supremazia soprattutto su questioni di interesse nazionale quali infrastrutture ed energia e soprattutto un confronto reale tra le regioni che eviti nuove situazioni di centralismi. E poi, in merito a giustizia e anticorruzione ha concluso, con riferimento alla legge “spazza corrotti”, “occorre fare una bona e netta distinzione tra persone perbene, furbi e corrotti. Se si fa di tutta l’erba un fascio non si capisce più nulla”.

FRANCESCA CLEMENO|redazione@telemia.it

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