Catanzaro, il “Ceravolo” diviene terreno di scontro

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Dubbi delle opposizioni sull’utilizzo del finanziamento da 5 milioni dei Fondi europei per sistemare il manto dello stadio. Fiorita: «Trasparenza sulle procedure»

A ondate cicliche, le questioni calcistiche a Catanzaro diventano questioni politiche accendendo il dibattito nel capoluogo calabrese. È così anche in questi giorni, caratterizzati da tante emergenze – come la sicurezza e la viabilità – e dal tema delle condizioni dello Stadio Ceravolo, la seconda casa per tanti catanzaresi. Tutto nasce dalla richiesta del presidente della società giallorossa, di avviare l’iter per realizzare il terreno di gioco in erba sintetica.
«Sarebbe la soluzione tecnica risolutiva ai problemi che stanno minando l’uniforme regolarità del rettangolo di gioco», ha detto Abramo incontrando nei giorni scorsi lo stesso patron dell’Uesse, per poi aggiungere: «Col supporto del Catanzaro procederemo con l’iter burocratico finalizzato alla richiesta di un mutuo all’Istituto per il credito sportivo. Gli interventi sul manto erboso potranno migliorare l’utilizzo dello stadio in ogni mese dell’anno aumentando, di pari passo, la fruibilità dello spettacolo sportivo che in questa stagione – ha ricordato il sindaco – sta dando ai tifosi giallorossi grandi soddisfazioni».
Parole che hanno alimentato la discussione, a conferma della “sensibilità” anche della politica verso il tema del calcio a tinte giallorosse. Ma che hanno alimentato anche qualche dubbio da parte dell’opposizione, che ad Abramo ha sollevato più di un interrogativo, riportando la questione a oltre cinque anni fa, ai temi di Peppe Scopelliti presidente della Regione e a un fidanzamento di 5 milioni di fondi comunitari per l’impianto. Gianmichele Bosco, capogruppo comunale di “Cambiavento”, partendo dal presupposto che a suo dire lo Stadio Ceravolo «ha difetti e lacune, a partire dalla palazzina che ricorda le supercarceri, passando per la copertura della tribuna che fa acqua da tutte le parti, gli spalti sgretolati in diverse zone», ha osservato che «bisogna interrogarsi se le ingenti risorse destinate al cosiddetto restyling del “Ceravolo”, più di 5 milioni di euro di finanziamenti comunitari, siano state correttamente utilizzate, se il progetto realizzato possa adempiere ai requisiti minimi di uno stadio dignitoso, oppure no. Se il risultato è quello tragicamente sotto gli occhi di tutti, si ha l’impressione che siano stati buttati al vento i cinque milioni». A sua volta, Nicola Fiorita, leader di “Cambiavento”, ha auspicato che la decisione sul manto erboso (sintetico o naturale) possa avvenire attraverso un confronto trasparente con la tifoseria organizzata, a partire da una precisa ricostruzione degli accadimenti più recenti», ricordando anche lui il finanziamento regionale mediante Fas 2000/2006 di ben 5 milioni di Euro» e il progetto “illustrato in una apposita conferenza stampa, svoltasi presso il Comune di Catanzaro in data 29 marzo 2013». Fiorita, inoltre, ricorda che «in quella occasione venne annunciato – alla presenza, tra gli altri, del sindaco Sergio Abramo, del governatore Giuseppe Scopelliti, del progettista Antonino Romeo, dell’assessore regionale Domenico Tallini e del presidente dell’Us Catanzaro, Giuseppe Cosentino – che il campo del Ceravolo sarebbe stato ristrutturato e realizzato in erba sintetica di ultima generazione, quella consigliata dalla Lega Calcio. A seguito di quella giornata vi furono diverse prese di posizione contrarie – tra tutte quella di Tallini – alla soluzione prospettata che, per l’appunto, venne silenziosamente archiviata. Sarebbe però opportuno che oggi il sindaco Abramo (prima favorevole, poi contrario, ora apparentemente di nuovo favorevole) spiegasse alla città perché allora cambiò idea e perché, eventualmente, l’ha di nuovo cambiata».
E – aggiunge Fiorita – «la cittadinanza intera ha diritto di conoscere come vengono spesi i soldi pubblici, a partire da come venne impiegata quella quota di finanziamento che doveva servire a finanziare la trasformazione del terreno di gioco e che oggi dovrà esser acquisita, almeno così pare, attraverso l’accensione di un mutuo sportivo. Sarebbe oltremodo curioso se, come si vocifera nelle stanze dei bene informati, quella quota fosse stata destinata alla rifacimento del drenaggio dello stadio, posto che – conclude Fiorita – oggi è proprio il cattivo funzionamento del drenaggio a spingere verso la soluzione dell’erba sintetica. E nessuno pensi – nell’approssimarsi delle elezioni regionali – di ripetere l’orribile strumentalizzazione della passione dei tifosi giallorossi che fu compiuta dai vertici del centrodestra cittadino per sostenere l’elezione a presidente di Giuseppe Scopelliti». Sulla stessa linea anche il presidente dell’associazione “I Quartieri”, Alfredo Serrao, che chiede al sindaco Abramo «perché all’epoca non fece proseguire l’applicazione del progetto che prevedeva il terreno di gioco del Ceravolo in sintetico: oggicosa gli ha fatto cambiare idea? Qualcuno si affretterà a spiegarci che la somma di un milione di euro fu spesa per rifare il sistema dei drenaggi del terreno di gioco del Ceravolo, e allora perché oggi non funziona proprio il drenaggio? Probabilmente alla vigilia delle elezioni regionali, qualcuno ha necessità di fare campagna elettorale nuovamente sullo stadio Ceravolo, però i dubbi e le contraddizioni restano e vanno chiariti proprio da Abramo».

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