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Circense ucciso a Santa Domenica, 11 anni e 6 mesi per Orfei

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Condanna confermata in secondo grado per il circense. Che viene denunciato dall’avvocato della famiglia della vittima. «Ha minacciato mio figlio»

«È stato un bruttissimo episodio. Se si fosse trattato di una minaccia diretta a me l’avrei presa diversamente ma rivolta a mio figlio, un bambino indifeso di due anni, non è tollerabile». L’avvocato Riccardo Rosa non ha esitato a mettere nero su bianco quanto accaduto ieri al termine del processo di secondo grado a carico del circense Alex Orfei, 33 anni, condannato a 11 anni e 6 mesi per l’omicidio del collega Werner De Bianchi (in primo grado era stato condannato a 15 anni e 6 mesi, sono caduti i futili motivi ma è rimasta in piedi l’accusa di omicidio volontario), avvenuto il 12 agosto 2016 nel parcheggio di un supermercato a Santa Domenica di Ricadi. 
L’avvocato Rosa, che rappresenta la famiglia della vittima, si trovava sui gradoni d’ingresso della Corte d’appello di Catanzaro, con due suoi collaboratori, dopo la lettura della sentenza quando è stato avvicinato dall’erede della famiglia di circensi che gli ha rivolto la frase: «Salutami Santiago». A questo punto Riccardo Rosa, scosso nel sentire pronunciare il nome di suo figlio, si rivolge a Orfei chiedendogli spiegazioni. «Salutami Santiago», ha ripetuto Alex Orfei.
Immediatamente l’avvocato ha chiesto l’intervento dei carabinieri posti a piantone dell’edificio e ha intimato all’imputato di ripetere quello che gli aveva appena detto. Alla presenza del militare Orfei «negava di aver interloquito con me, ma nell’esatto momento in cui quest’ultimo si voltava dandogli le spalle tirava fuori la lingua nei miei riguardi con movenze minatorie», scrive Rosa nella sua denuncia. A questo punto l’avvocato Rosa, senza esitare, si è rivolto al sostituto procuratore generale Luigi Maffia, che aveva retto l’accusa nel corso del processo, e ha sporto formale denuncia nei confronti di Orfei. Nel corso della notte un’auto dei carabinieri ha pattugliato la zona davanti alla casa dell’avvocato fino a quando non si è avuta notizia dell’arrivo di Alex Orfei a Sabaudia dove il 33enne è residente ed è ai domiciliari e dove doveva rientrare libero e senza scorta.

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