CONTINUA LA BATTAGLIA SINDACALE PER I LAVORATORI DI LOCRIDE AMBIENTE

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 Il Responsabile provinciale dello Slai-Cobas di Vibo Valentia Nazzareno Piperno continua la sua battaglia a favore dei lavoratori di Locride ambiente con un nuovo comunicato in cui stigmatizza quella che definisce la ” peggiore criticità che abbiamo avuto modo di constatare: quella del ritardo nel pagamento delle retribuzioni che, in alcuni casi, ha assunto ormai proporzioni drammatiche (per i lavoratori ovviamente) anche per la manifestazione di indolenza ed arroganza dimostrata non tanto dalla società – cosa che non ci meraviglia affatto – ma dalle Amministrazioni Comunali che abbiamo coinvolto nella problematica chiedendo loro di fare quello che la legge prevede. Senza riscontro alcuno”. Il sindacalista parla quindi dei “casi limite” che, a suo avviso sono quelli di Marina di Gioiosa e di Motta San Giovanni ” dove le Amministrazioni hanno fatto orecchie da mercante alla richiesta di attivazione dell’intervento sostitutivo previsto dal nuovo codice degli appalti che, come è noto, prevede l’intervento della stazione appaltante, anche pubblica amministrazione, in sostituzione dell’appaltatore che non retribuisca i propri dipendenti. Intervento sostitutivo che – precisa Nazzareno Piperno – una volta richiesto ed attivato rappresenta un vero e proprio obbligo di legge e non una mera facoltà per l’Amministrazione”. Quindi viene evidenziato che il Comune di Marina di Gioiosa è addirittura retto dai Commissari prefettizi precisando che unica risposta è quella che il Comune “starebbe effettuando non meglio precisate “verifiche legali” sull’entità dei propri debiti nei confronti della Locride Ambiente, cosa che conferma l’esistenza del presupposto per l’operatività del’intervento sostitutivo e, cioè, un debito della stazione appaltante verso l”appaltatore” e vine quindi lamentato il ritardo ( due mesi ).” per una verifica che dovrebbe richiedere al più mezz’ora di lavoro”. Poi l’interrogativo “E comunque nel frattempo i lavoratori cosa mangiano? Cosa portano in tavola ai propri figli ? “. Da qui la considerazione che ” La verità è che non vi è alcuna volontà di dar corso all’intervento sostitutivo (si ripete:
obbligatorio) e quindi ogni scusa è buona “. Il caso di Motta San Giovanni viene, quindi, indicato come cosa che ” assume dimensioni addirittura epiche e fantascientifiche, con ritardi abissali di sette mesi nel pagamento delle retribuzioni e ritardi altrettanto spaventosi del Comune nei confronti della ditta. e il Comune che candidamente risponde di non avere i soldi per pagare l’azienda”. Da qui la domanda ” ma gli stanziamenti nel bilancio (di previsione) che accantonavano i soldi necessari per il servizio (essenziale) che fine hanno fatto? Ed il bilancio comunale chi lo ha approvato? “. Prima della conclusione Piperno non manca di affermare che “Certo, esistono i rimedi legali e quelli sono stati attivati, ma si sa che i tempi processuali non sono molto compatibili con dei lavoratori che il problema lo hanno qui e ora, e non hanno certo il tempo di aspettare che i Tribunali diano loro le risposte che cercano”. La conclusione è amara: ” poi non ci si lamenti però se, in certi territori, vi è gente che crede poco o nulla o non ha fiducia nella legge e nella legalità.

ARISTIDE BAVA

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