Dom. Gen 17th, 2021

Dieci anni fa se ne andava Mino Reitano, l’artista che la tv amava maltrattare. “Italia” lo ingabbiò una sorta di eterna parodia. Nel 2002 a Sanremo venne umiliato per i denti ‘nuovi’. Lui ne uscì con dignità. Il riscatto lo ha ottenuto solo da morto

Dopo dieci anni, di Mino Reitano ci resta la dolcezza. Un candore unico, strabordante, persino eccessivo. Il 27 gennaio 2009 il cantante partito da Fiumara se ne andava, lasciando il ricordo di una purezza d’animo che spesso cozzava con la sua resa televisiva.

Sì perché negli ultimi tempi Beniamino Reitano detto Mino era diventato più che altro un fenomeno da piccolo schermo, l’incursore da schernire, da prendere di mira. Insomma, la vittima ideale.

 

Mino era popolare, estremamente popolare. Probabilmente la linea di confine tra l’artista e il bersaglio fu sancita da quell’“Italia” che lui urlò al Festival di Sanremonel 1988. Un brano del quale non si sarebbe più sbarazzato, finendo per ingabbiarlo in un’eterna parodia di se stesso.

Reitano era buono, ingenuo. Si faceva ‘torturare’ e stava al gioco. Magari soffriva in camerino o a casa. Ma in tv era il bersaglio perfetto. Forse troppo perfetto.

Da Premiata Teleditta a Domenica In, dove una volta uscì da un mega-uovo di Pasqua. Passando per Libero, trasmissione di scherzi telefonici che una volta gli fece credere di parlare col vero Silvio Berlusconi.

Lo spettatore rideva, sghignazzava e sottovoce si domandava per quale motivo si prestasse a tutto questo. Nessuno saprà mai se Mino un po’ ci marciasse o se per lui fosse davvero un’eterna ricreazione.

A inizio millennio trionfò nel programma celebrativo degli anni ottanta La notte vola. Fu l’apripista per il settimo e ultimo ritorno a Sanremo. Pippo Baudo lo richiamò in gara all’Ariston e gli suggerì di rimettersi in ordine i denti. Il consiglio non bastò ad evitare l’umiliazione pubblica orchestrata dal giornalista Aldo De Luca: “Come ti trovi con la dentiera?”.

Il pubblico insorse, Reitano invece non si scompose: “Tutti noi andiamo ogni tanto dal dentista. Io ci sono andato e ho fatto una pulizia”. In un mondo che giudica e critica alle spalle, con Mino si faceva un’eccezione. La preda veniva azzannata sotto i riflettori. E più Mino rimbalzava l’attacco, più si tornava alla carica.

Tempo due anni e rispuntò al Dopofestival mettendo a segno un siparietto indimenticabile con Umberto Bossi sulle note di “Italia”, che il senatur modificò in “Padania”. Scene che oggi generano affettuosi sorrisi, ma che all’epoca non fecero altro che inserire Reitano tra i ‘mostri’ di Blob.

Nel 2007, già ammalato e visibilmente provato, si esibì a Piazza Grande senza riuscire a trattenere la commozione. L’addio ai fan arrivò il 12 febbraio 2008 con l’ultima apparizione a La vita in diretta.

Il riscatto, come spesso accade, lo ottenne da morto. Nella primavera del 2012 Massimo Giletti gli dedicò uno speciale al sabato sera. Avevo un cuore che ti amava tanto totalizzò più di 5 milioni e riuscì a sconfiggere la corazzata di Amici. Più di un Ballando qualsiasi.

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