Lun. Apr 12th, 2021

Il comitato promotore fissa l’obiettivo: raccogliere 100mila euro. La campagna fondi è già partita. «Vogliamo incanalare la solidarietà che scorre per il mondo»

Ha meno di una settimana di vita, ma il comitato promotore della Fondazione che punta a far rinascere Riace muove i primi passi. Il primo obiettivo già c’è ed è imprescindibile: raccogliere 100mila euro. È il denaro che per legge costituisce l’ammontare minimo del patrimonio che la Fondazione dovrà avere per diventare legittima e operativa. La campagna di raccolta fondi è già partita, con l’obiettivo ulteriore di «incanalare quel flusso enorme e resistente di solidarietà che continua a scorrere in mille rivoli per il mondo» si legge in una lettera pubblica con cui il comitato ha fatto appello ai tanti che hanno mostrato di voler salvare Riace.

IL PERCORSO NECESSARIO Nel frattempo, è già stato aperto il cantiere che dovrà portare alla creazione della Fondazione. L’iter è complesso, ma nel giro di un paio di mesi – afferma il comitato – potrebbe essere concluso. Oltre al patrimonio minimo da mettere insieme, bisogna definire lo Statuto, già in fase di rifinitura, poi bisognerà attendere che si concluda l’iter amministrativo davanti alla competente Prefettura.

IL COMITATO PROMOTORE Di tutto si sta occupando l’eterogeneo comitato nato per salvare Riace e il suo messaggio di integrazione necessaria e possibile. Dentro ci sono il missionario comboniano Alex Zanotelli, il medico che spesso lo ha supportato nei suoi progetti fra gli ultimi, Felicetta Parisi, i magistrati Livio Pepino e Emilio Sirianni, la presidente di Recosol, Rete dei Comuni Solidali,  una componente della cooperativa anarchica Longo Mai Barbara Vecchio e Gianfranco Schiavone riconosciuto esperto in materia di migrazione. Presidente onorario del comitato è l’ex deputato Pci ed ex sindaco comunista di Rosarno Peppino Lavorato, storica bandiera della sinistra calabrese che da sempre si è schierato con Riace.

È “COLPA” DI RIACE Come chiesto da Mimmo Lucano, il sindaco sospeso ed “esiliato” del paese dell’accoglienza, tutti hanno aderito al comitato a titolo personale e a prescindere dalle organizzazioni in cui eventualmente militano. «Riace ha anche questa caratteristica: far stare insieme persone con percorsi diversi: magistrati e missionari, anarchici, avvocati, giornalisti, sindacalisti, amministratori, scrittori e scombinati. Avanti c’è posto. Insieme per cercare in ogni modo di supportare questo piccolo comune della Locride, diventato nel tempo un simbolo».

UNA SCOMMESSA NECESSARIA L’obiettivo è complesso da raggiungere, ma il comitato è ottimista. «La scommessa è impegnativa: far ripartire tutti i progetti, riaprire le botteghe, il ristorante, la fattoria didattica il turismo diffuso». Auspicabilmente – dicono – con Mimmo Lucano a coordinare nella sua Riace la ricostruzione di quanto è andato distrutto. Nei giorni scorsi, per Lucano è stata presentata una nuova istanza di revoca della misura cautelare e a giorni si attende la decisione del gip. Nel frattempo, il comitato si struttura. «A giorni ci sarà un sito, la email fondazioneriaceestatoilvento@gmail.com è stata già attivata, a breve invieremo maggiori informazioni e indicazioni» fanno sapere.
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