Dom. Ott 24th, 2021

Damiano Vallelunga è stato ucciso per il timore di una sua reazione all’omicidio Novella e perchè boss troppo autoritario ed ostinato nel rifiutare gli accordi sulle spartizioni degli appalti e degli interessi economici con le altre coshe. E’ questo che emerge dalle motivazioni della sentenza del processo d’appello denominato “Faida dei Boschi”.Nel febbraio dello scorso anno la Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria, all’esito della camera di consiglio, aveva inflitto 2 ergastoli e condanne per 107 anni di reclusione a un totale di 8 imputati, confermando altresì 3 assoluzioni. Gli ergastoli furono comminmati a Vincenzo Gallace e Cosimo Giuseppe Leuzzi, accusati a vario titolo di essere i mandanti dell’omicidio del presunto boss di Serra San Bruno Damiano Vallelunga, avvenuto il 27 settembre 2009 nei pressi del Santuario di San Cosimo e Damiano a Riace. Le tre assoluzioni, già disposte in primo grado ma sulle quali insisteva l’appello della procura, riguardano le posizioni di Antonio Leuzzi, Luca Spatari e Cosimo Damiano Bruno Vallelonga.

ALESSANDRA BEVILACQUA|redazione@telemia.it

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