INTIMIDAZIONI A CHEF TRIMBOLI: FERMA REAZIONE DA PARTE DELLO STATO. ASSICURATA VICINANZA E AZIONI INCISIVE

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“Se non paghi 50 mila euro sei morto. Ti brucio il ristorante, i figli e tutti i tuoi”. Sono quattro le lettere, con messaggi simili, recapitate nelle scorse settimane ai familiari ed allo chef Giuseppe Trimboli, socio di Goel Bio e proprietario del ristorante “La Collinetta” a Martone (Reggio Calabria), che ha presentato immediata denuncia ai carabinieri. Il ristorante “La Collinetta”, che ha ottenuto per il secondo anno consecutivo la chiocciola di Slow Food per l’impegno nella valorizzazione delle materie prime del territorio, è ritenuto un’eccellenza del settore e una tappa obbligata per i buongustai di tutta Italia. L’azienda è socia di Goel Bio, la cooperativa che riunisce i produttori agricoli che si oppongono alla ‘ndrangheta, alla quale conferisce l’olio extravergine di oliva biologico di propria produzione; inoltre, il ristorante è parte del circuito di turismo responsabile de I Viaggi del Goel. “Goel, come sempre – è detto in un comunicato del gruppo cooperativo – non si farà certo intimidire da queste minacce di stampo mafioso ed esprime massima fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, con l’auspicio che gli autori dell’intimidazione vengano rapidamente individuati e puniti. Tutta la comunità di Goel è a fianco di Pino Trimboli e della sua famiglia, pronti a mobilitare tutta l’ampia rete nazionale e internazionale per reagire in tutti i modi possibili a difesa di Pino e della sua attività”. Vincenzo Linarello, presidente di GOEL – Gruppo Cooperativo, ribadisce: “Chi progetta ed esegue queste intimidazioni da infame – sostiene – odia la Calabria e qualsiasi tentativo di sviluppo vero: a chi giova far chiudere un ristorante così a Martone e nella Locride? La ‘ndrangheta o chi compie questi atti chiaramente mafiosi vuole solo la rovina del nostro territorio”.
Intanto la risposta dello Stato non si è fatta certo attendere. Appresa la notizia, presso la caserma sede del Gruppo Carabinieri di Locri, il Prefetto di Reggio Calabria, dott. Michele di Bari, ha infatti presieduto, nel pomeriggio di ieri, un Comitato Provinciale per Ordine e Sicurezza Pubblica appositamente e tempestivamente convocato. Alla seduta erano presenti anche il Procuratore Capo di Locri Luigi D’Alessio, il comandante provinciale dei carabinieri Giuseppe Battaglia, il questore di Reggio Calabria Raffaele Grassi ed il Comandante del Gruppo territoriale di Locri dei carabinieri Gabriele De Pascalis.
Al termine del vertice il prefetto di Bari ha sottolineato la preoccupazione per quanto accaduto e, al contempo, ha assicurato la presenza incisiva della Squadra Stato sul territorio. “C’è una attività in corso, ha riferito il prefetto, e abbiamo approfondito le misure da adottare”.
“Possono solo essere parassiti violenti quelli che minacciano i calabresi onesti e lavoratori”, ha fatto invece sapere Nicola Morra Presidente della Commissione Parlamentare antimafia nell’esprimere vicinanza a Trimboli e a Goel. “Lo Stato non lascerà solo chi si guadagna il pane con il sudore della fronte” ha concluso.

ALESSANDRA BEVILACQUA|redazione@telemia.it

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